World Sanskrit Conference 2025 sulla cultura indiana

Un giovane ricercatore di UniCA premiato alla 19^ edizione

5 Agosto 2025
2 minuti di lettura

Nelle scorse settimane  si è tenuta a Kathmandu, in Nepal, la diciannovesima edizione della World Sanskrit Conference (WSC 2025), il più importante appuntamento internazionale dedicato agli studi sul sanscrito e alla cultura indiana antica. Tra gli eventi centrali del convegno, promosso dall’International Association of Sanskrit Studies (IASS), spicca la selezione di cinque giovani ricercatori considerati promettenti futuri leader nel campo della sanscritistica.

Tra i vincitori dell’ambito bando internazionale indetto dalla IASS, che prevedeva un sostegno finanziario per la partecipazione come relatori alla conferenza, l’unico europeo selezionato è Alessandro Giudice, dottorando in Studi filologico-letterari e storico-culturali presso il dipartimento di Lettere, lingue e beni culturali dell’Università degli Studi di Cagliari.

Giudice, che è anche cultore della materia in Sanscrito e Storia dell’India antica all’Università di Pisa, ha all’attivo numerose pubblicazioni internazionali sui temi del diritto e delle religioni dell’India antica, della letteratura tecnica sanscrita (in particolare Dharmaśāstra e Vyākaraṇa) e degli studi sul Gandhāra. La sua selezione è avvenuta a seguito di una rigorosa procedura comparativa basata su curriculum, lettera motivazionale, referenza accademica e abstract degli interventi proposti.

Alessandro Giudice

Durante la conferenza, Alessandro Giudice ha presentato due relazioni:

  1. “Trial by fire in the Śaunaka Atharvaveda-Sahitā (AVŚ II, 12)? A cross-analysis with late Vedic and Dharmaśāstric sources”, all’interno dello special panel “Śaunakīya and Paippalāda: New perspectives on the two recensions”, coordinato da Oliver Hellwig (Università di Zurigo) e Tiziana Pontillo (Università di Cagliari).
  2. “Really in the Hands of Gods? A Novel Interpretation of Hindu Ordeal as a Sham Rite”, nel panel “Law and Society”, curato da Asawari Bapat, Lalmani Pandeya, M. M. Pathak, Timothy Lubin e Somdev Shatanshu.

Particolarmente rilevante è stata anche l’organizzazione del panel “Śaunakīya and Paippalāda: New perspectives on the two recensions”, sostenuto dal Progetto PRIN 2022 “Entangled chronotopes: language, power, bodyscapes and religion in the first ten books of the Śaunaka Atharvaveda-Saṃhitā”.

Coordinato da Oliver Hellwig e Tiziana Pontillo – quest’ultima anche Principal Investigator nazionale del PRIN, il panel ha visto la partecipazione di numerosi ricercatori coinvolti nel progetto, tra cui Kristen de Joseph (Università di Milano / PhD Leiden), Massimo Vai (Università di Milano) e Davide Mocci (Università di Cagliari).

Per maggiori informazioni sul progetto si può consultare il sito ufficiale al seguente link:

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