Quale ruolo rivestono le relazioni tra pari, con la famiglia e il contesto sociale di appartenenza nelle scelte post diploma, e quante disuguaglianze possano generare nel passaggio tra la scuola secondaria di secondo grado e l’università.
Su questi temi si è concentrato il workshop “Dalla scuola superiore all’università: valutare l’influenza dei pari sulle diseguaglianze educative e sulle performance”, atto conclusivo del PRIN 2022 PEER UP, ospitato nell’aula magna Girolamo Sotgiu della facoltà di scienze economiche, giuridiche e politiche.
L’evento è stato occasione per presentare i principali risultati ottenuti delle tre unità di ricerca, afferenti alle Università degli Studi di Cagliari, Firenze e Salerno, e delle due tipologie di analisi svolte nelle scuole secondarie della Sardegna, Campania e Toscana che hanno aderito al progetto. Quest’ultimo ha indagato il ruolo delle scuole e dei pari nel contrastare le disuguaglianze nel sistema educativo, con specifico focus sui divari socioeconomici, geografici, di genere e sui contesto educativi e le interazioni tra pari.
Restringendo il campo al contesto regionale, un’analisi mirata è stata inserita nel volume “Dalla scuola superiore all’università: valutare l’influenza dei pari nelle disuguaglianze educative e nelle performance”, edito da FrancoAngeli (Collana Computational Social Science) e presentato nel corso del workshop.



Nelle scuole sarde, in base ai risultati di un questionario somministrato a 907 studentesse e studenti delle classi quarta e quinta delle scuole superiori di secondo grado, emerge quanto la scelta della scuola superiore sia stata strettamente connessa al titolo di studio dei genitori. E quanto, invece, la scelta post-diploma sia legata al contesto sociodemografico di appartenenza.
Più nel dettaglio, le tre scelte post-diploma analizzate (iscrizione, mobilità, area disciplinare) risultano anche influenzate dal contesto familiare di provenienza a partire dal titolo di studio dei genitori. Tuttavia, è il tipo di scuola superiore frequentata, che incorpora già al suo interno differenze di status e processi di autoselezione basati sulle capacità accademiche, a diventare il vero fattore discriminante delle decisioni future.
La tipologia di istituto frequentato incide anche sull’area disciplinare del percorso universitario scelto. Il questionario ha indagato inoltre le fonti attraverso cui gli studenti hanno raccolto informazioni sul loro futuro corso di studi. In prevalenza si indicano i canali informativi basati sui legami forti, la famiglia, gli amici fuori dal contesto scolastico e i social network. Minor peso rivestono invece le attività di orientamento e l’influsso dei compagni di classe.
“L’indagine è durata due anni e si è svolta lungo tre fasi, riguardanti i percorsi educativi degli studenti, l’effetto dei pari e della famiglia nella scelta dell’università e nella carriera”, ha spiegato in apertura di workshop Isabella Sulis, docente di statistica sociale e principal investigator del progetto, “abbiamo utilizzato dati delle indagini Invalsi sul livello competenze, sul background socioeconomico e sulle pratiche didattiche degli insegnanti, per capire l’effetto su uguaglianze e disuguaglianze”.
A chiudere l’incontro, una tavola rotonda dedicata alla discussione delle tematiche relative alle diseguaglianze nelle scelte educative e al ruolo del contesto scolastico, familiare e delle reti sociali nella transizione scuola–università.
