Nella laguna di Santa Gilla è stata attivata una boa di monitoraggio per prevenire i danni delle ondate di calore e delle alluvioni. Si tratta di una boa sentinella di rilevamento che rende disponibili i dati raccolti ai produttori e operatori del Consorzio Ittico e ai ricercatori, uno strumento di misurazione continuo dei parametri chimico-fisici dell’acqua, consultabili da remoto, che consentirà un intervento tempestivo al verificarsi di condizioni sfavorevoli, come per esempio i fenomeni di inondazione improvvisa.
Il progetto è stato realizzato dal team di ricerca di Bio-Ecologia marina dell’Università degli studi di Cagliari, composto da Piero Addis, Antonio Pusceddu, Viviana Pasquini e Francesco Palmas:
La messa in funzione della boa – spiegano – rappresenta un passo fondamentale verso la creazione di una rete regionale di monitoraggio dei parametri ambientali, a servizio degli operatori, dei gruppi di ricerca e delle autorità regionali



L’acquisto della boa di monitoraggio è avvenuto all’interno del programma e.INS Spoke 9, coordinato dalla professoressa Alessandra Carucci. Si tratta di un programma globale dedicato al trasferimento tecnologico nella realtà produttive e sociali della Sardegna che mira a rafforzare il legame tra impresa e scienza, mitigare gli impatti sociali generati dalla crisi e aumentare il livello di inclusione territoriali.
Il team di Bio-Ecologia marina è impegnato in diverse attività, tra cui lo studio degli effetti dei cambiamenti climatici e delle specie aliene sulla fauna lagunare, lo studio di nuove soluzioni per la diversificazione delle produzioni utilizzando alghe e ricci di mare, e lo sviluppo di strategie innovative per un’acquacoltura sostenibile.
Altri progetti del programma e.INS Spoke 9 vedono coinvolti i teams di ricerca dell’Università degli Studi di Cagliari : riguardano l’implementazione dell’economia circolare nel settore agro-industriale, la bonifica e il recupero dei siti minerari contaminati, la protezione delle zone costiere e delle acque sotterranee dall’impatto antropico e naturale, l’ottimizzazione delle infrastrutture verdi dei sistemi urbani e agrosilvopastorali.
