L’attività fisica come strumento fondamentale per la salute e il benessere, ma anche veicolo di promozione internazionale dell’Ateneo e del sud Sardegna, territorio ideale per il turismo sportivo attivo.
Tra lezioni, attività outdoor ed esperienze immersive, socializzazione e condivisione si è svolta la prima edizione del Blended Intensive Programme “Active Sport Tourism”, un’iniziativa internazionale di mobilità virtuale e fisica inserita nel programma Erasmus +, tra i pilastri della strategia di internazionalizzazione dell’Ateneo.
Da lunedì 20 aprile e per tutta la settimana, oltre 40 tra studenti, studentesse e docenti provenienti dalla Gdànsk University (Polonia), Universidade de Maia Umana (Portogallo), Universidad Politecnica de Madrid e Universidad Francisco de Vitoria (Spagna) e coordinati dalla docente Myosotis Massidda del dipartimento di Scienze mediche e sanità pubblica hanno vissuto un’esperienza formativa che è uscita dalle aule universitarie per riversarsi negli spazi naturali del capoluogo, parchi e spiaggia del Poetto. Tra escursioni, veleggiate, attività di orientamento e arrampicata, brevi gare in kayak e go-kart, ogni giorno hanno sperimentato attività differenti, tappe di un programma intenso che ha generato benessere psicofisico, ma anche socializzazione e nuove amicizie.






Alla base dell’iniziativa, la connessione tra la vocazione sempre più internazionale dell’Ateneo e l’impegno nella promozione di modelli innovativi di formazione, ricerca e trasferimento delle conoscenze, in linea con i princìpi dell’Exercise as Medicine, che riconoscono l’attività fisica come strumento fondamentale per la salute e il benessere.
Iniziative come il BIP Active Sport Tourism rafforzano concretamente il processo di internazionalizzazione del nostro Ateneo – ha dichiarato la Prorettrice all’Internazionalizzazione, Alessandra Carucci – la capacità di integrare formazione, mobilità e collaborazione con partner europei in contesti applicativi di alto livello rappresenta un elemento strategico per lo sviluppo di competenze avanzate e per il posizionamento internazionale dell’Università di Cagliari.
Particolarmente significativo il momento finale, l’assegnazione dei Best Student Awards, riconoscimenti destinati agli studenti e alle studentesse che si sono distinti per partecipazione, performance, spirito di squadra e capacità di applicazione delle competenze acquisite. Tra i premiati, anche la studentessa cagliaritana Beatrice Casula.
A consegnare i riconoscimenti anche il prorettore alle attività sanitarie, Piergiorgio Calò, che ha preso parte alla consegna dei premi, a testimonianza del forte impegno dell’Ateneo nel promuovere iniziative che integrano formazione, salute pubblica e innovazione, in linea con una visione strategica che riconosce l’attività fisica come leva fondamentale per il benessere e la prevenzione.
Il progetto “Active Sport Tourism” è realizzato in collaborazione con partner del territorio, tra cui CONI Sardegna, Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e Club Alpino Italiano, con il supporto dell’Ufficio Internazionale (ISMOKA) dell’Ateneo.
L’iniziativa anticipa la quinta edizione dell’UNICA Sport Science International Conference (USSIC 2026), in programma dal primo al 3 luglio tra il Parco Scientifico e Tecnologico di Sardegna Ricerche e il Forte Village Resort, confermando il ruolo dell’Università di Cagliari come hub internazionale per le scienze dello sport.
Abbiamo intervistato la docente Myosotis Massidda, coordinatrice di “Active in tourism”.
