Un progetto ampio e integrato, capace di mettere a sistema competenze eterogenee, valorizzando le eccellenze presenti all’interno delle università e rafforzando il dialogo con il territorio.
Tutto questo è il progetto e.INS – Ecosystem of Innovation for Next Generation Sardinia, una iniziativa strategica finanziata nell’ambito del PNRR, con l’obiettivo di trasformare la Sardegna in un polo di eccellenza per l’innovazione tecnologica e la sostenibilità e di trainare le imprese del territorio.
Un percorso articolato e ambizioso, strutturato in dieci spoke tematici che abbracciano discipline e ambiti tra loro molto diversi. Cuore operativo dell’iniziativa è l’Hub, responsabile del lancio, dell’implementazione e della gestione dell’intero ecosistema, organizzato attorno ai suoi dieci Spoke. All’interno del progetto e.INS operano in sinergia 18 soggetti, sia pubblici sia privati, con ruoli differenti – membri dell’Hub, coordinatori e affiliati degli Spoke – selezionati per intervenire in modo efficace nei settori cardine dell’economia sarda. A questo nucleo si affianca una rete ancora più ampia: oltre 40 soggetti coinvolti nelle convenzioni, distribuiti su tutto il territorio regionale tra imprese, enti e consorzi.
Alla base dell’Hub vi è un solido partenariato istituzionale ed economico, composto da attori chiave del sistema regionale: la Regione Autonoma della Sardegna (RAS), l’ Università degli Studi di Cagliari e l’Università degli Studi di Sassari, affiancate da importanti realtà del mondo produttivo e finanziario come Banco di Sardegna S.p.A., Confindustria Sardegna, Fondazione di Sardegna, Legacoop Sardegna, So.G.Aer S.p.A. e Unioncamere Sardegna. Un’alleanza strategica che testimonia la volontà condivisa di investire in innovazione e sviluppo e che punta a supportare attivamente le piccole e medie imprese attraverso bandi dedicati, facilitando l’adozione di soluzioni innovative e l’accesso a strumenti di finanziamento
Non solo, si tratta di una sinergia che ha l’ambizione di creare occupazione qualificata, potenziare la formazione, concentrandosi sui settori strategici per la Sardegna, tra cui energia, digitale, innovazione, biomedicina, ambiente, turismo e finanza.
I numeri restituiscono con chiarezza la portata dell’iniziativa: 289 persone coinvolte direttamente nelle attività dell’ecosistema, 630 quelle appartenenti al sistema universitario, un investimento che si attesta intorno ai 60 milioni di euro l’anno e circa un centinaio di risultati già tradotti in prodotti tutelati da proprietà intellettuale, tra brevetti e proof of concept. Dati che testimoniano come il progetto non sia soltanto un’esperienza di ricerca, ma un vero motore di innovazione e trasferimento tecnologico.
L’ecosistema ha promosso una collaborazione stretta tra mondo accademico e soggetti privati, mettendo in relazione università, imprese del territorio, enti e consorzi. Un lavoro condiviso che ha consentito di trasformare conoscenze, ricerca e sperimentazione in soluzioni concrete, capaci di generare valore sociale, ambientale ed economico e di rispondere alle esigenze reali del contesto produttivo.
Nel corso della giornata, dopo la sessione mattutina dedicata agli interventi istituzionali e al confronto sulle prospettive dell’ecosistema, il pomeriggio ha visto un ampio spazio riservato proprio al contributo delle imprese e degli attori coinvolti negli Spoke. Le sessioni tematiche hanno raccolto interventi e presentazioni – accompagnati da contributi e video – che hanno mostrato concretamente i risultati raggiunti e le applicazioni sviluppate nei diversi ambiti: dalla medicina preventiva basata su genomica e telemedicina alla trasformazione digitale, dal turismo sostenibile all’energia e alla transizione low carbon, fino alla finanza per l’innovazione.
A queste si sono affiancati ulteriori contributi legati alla mobilità sostenibile, all’AgriVet e all’innovazione nella filiera agroalimentare, alla tutela e valorizzazione ambientale, all’aerospazio e alla biofarmacologia. Un quadro articolato che ha evidenziato il ruolo centrale delle aziende afferenti agli Spoke, protagoniste nel tradurre la ricerca in soluzioni applicative e in opportunità concrete di sviluppo.
Il valore aggiunto di questa esperienza risiede proprio nella capacità di fare rete: unire le migliori competenze disponibili e orientarle verso un traguardo comune, portando il contributo delle università al livello più alto dell’innovazione. La giornata finale non rappresenta soltanto un punto di arrivo, ma anche una base solida da cui ripartire per nuove sfide, nella consapevolezza che l’innovazione nasce e cresce attraverso la collaborazione e la condivisione dei saperi. Un percorso che dimostra concretamente come un’idea, quando sostenuta da visione, risorse e cooperazione, possa trasformarsi in ricchezza per il territorio.
Nei suoi saluti iniziali, il Magnifico Rettore Francesco Mola, ha voluto mettere in evidenza il ruolo dei giovani all’interno del progetto:
I giovani cresciuti grazie a questi progetti rappresentano oggi la nostra risorsa più preziosa. La filosofia del PNRR si fonda su una grande sfida: il futuro, il “next”. Un futuro che non può essere affrontato con interventi distribuiti a pioggia, ma richiede scelte coraggiose e mirate. Un investimento così rilevante deve aiutarci a capire in quale direzione andare, valorizzando le eccellenze, individuando dove spingere e dove invece intervenire con correttivi. Mi auguro che, al di là delle singole governance accademiche, un progetto di questa portata — che ha visto una collaborazione così forte tra le due università e ha portato a risultati condivisi — possa rappresentare un modello. Questa è la vera sfida per una regione come la nostra, che ancora oggi non dispone di una piena continuità territoriale, né fisica né infrastrutturale.
Dobbiamo saper trasformare l’insularità in un punto di forza: i nostri ricercatori hanno dimostrato di non essere chiusi nelle loro stanze, ma di contribuire in modo significativo alla visibilità nazionale e internazionale del nostro sistema, rappresentando per tutti noi un motivo di grande orgoglio. Questa è stata un’occasione importante per guardare avanti. Grazie a questo ecosistema abbiamo lanciato nuove sfide, in parallelo con l’impegno nei progetti del PNRR nazionale, con la partecipazione ai partenariati e alle fondazioni nazionali, spesso ricoprendo anche ruoli di rilievo. Si è trattato di un vero e proprio esercito di ricercatori di alto livello, che deve poter continuare a lavorare in questa regione. È fondamentale che l’intera comunità si impegni a investire su queste risorse umane, che rappresentano il nostro futuro.















Ai nostri microfoni Gianni Fenu:
