“SMS – Small Mission to marS”: il contributo di UniCa alle future missioni interplanetarie

Presentazione dei risultati del progetto “Space manufacturing in-situ”a cui ha partecipato il dipartimento di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei Materiali

24 Aprile 2026
2 minuti di lettura
Gruppo che ha partecipato alla progettazione e alla realizzazione del dimostratore prototipale per la produzione elementi strutturali: in alto da sx Nicola Lai, Selena Montinaro (Innovative Materials), Alessandro Concas e Roberto Orrù; in piedi da sx Roberta Licheri, Davide Mamusa (Corem), Mariano Casu, Antonio Mario Locci, Rocco Gigliotti (MR8) e Riccardo Frau (Corem); da sx Giacomo Cao e Fabio Medda (Corem)

Si è concluso il progetto “Space manufacturing in-situ”, iniziativa di alto profilo scientifico e tecnologico finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca, che ha coinvolto un ampio partenariato nazionale coordinato dal Distretto AeroSpaziale della Sardegna (DASS).

Tra i protagonisti del progetto, un ruolo centrale è stato svolto dall’Università di Cagliari, che attraverso il dipartimento di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei Materiali ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo di soluzioni innovative per le future missioni interplanetarie. In particolare, l’Ateneo ha guidato attività di ricerca avanzata sui materiali e sui processi di produzione in-situ, con applicazioni dirette per l’esplorazione lunare e marziana.

I risultati raggiunti includono lo sviluppo di tecnologie per l’Entry-Descent-Landing e la realizzazione di prototipi per la costruzione di elementi strutturali utilizzando simulanti del suolo lunare e marziano, oltre alla definizione di uno studio di missione per il raggiungimento di Marte. Il progetto si inserisce nel più ampio programma “Small Mission to Mars”, contribuendo a rafforzare il posizionamento dell’Italia nel settore aerospaziale ad alta innovazione.

Il dipartimento di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei Materiali dell’Università di Cagliari – evidenzia il professor Giacomo Cao presidente DASS e coordinatore scientifico del programma oltre che del progetto – con il contributo del gruppo di ricerca costituito da Roberto Orrù, Roberta Licheri, Mariano Casu, Alessandro Concas, Nicola Lai, Antonio Mario Locci, Alberto Cincotti e delle realtà aziendali MR8, Corem, 3D Aerospazio e Innovative Materials ha conseguito, tra gli altri obiettivi raggiunti, la realizzazione di un prototipo per l’ottenimento di elementi strutturali con l’utilizzo di simulanti del suolo lunare e marziano che si basa su un brevetto che l’Ateneo aveva depositato insieme ad altri partner nel 2011 ed ha sperimentato tecnologie innovative di sinterizzazione del suolo marziano con conseguenti valutazioni sperimentali della relativa efficacia nei riguardi delle radiazioni cosmiche.

E’ stato un grande onore per il distretto– conclude Cao – essere capofila di questo importante progetto che, sulla base degli importanti risultati raggiunti, proietta inequivocabilmente il Paese verso possibili missioni interplanetarie.

Condividi sul tuo profilo social: