L'inaugurazione della Mostra: "Giocare con le pedagogie"
Si è conclusa domenica 10 settembre la sesta edizione della ILS Scientific School “Inside out schools” che ha visto la partecipazione di docenti, professionisti e studenti da tutto il mondo.
Dopo l’inaugurazione della mostra “Paesaggi del sacro: architettura_Arte_Comunità” al MUACC in via Santa Croce, che resterà aperta al pubblico fino al 27 ottobre con ingresso gratuito, si è sollevato il sipario su altre due esposizioni legate al tema degli spazi dell’apprendimento: “Paesaggi di Margine” nell’aula Asili della facoltà di Aarchitettura, dedicata ai lavori degli studenti del Dicaar, che sarà visitabile fino al 22 settembre e “El equipo Mazzanti – Giocare con le pedagogie”, al Centro Comunale d’arte e Cultura il Ghetto di via Santa Croce, che ospita i lavori dell’architetto colombiano Giancarlo Mazzanti e potrà essere visitata fino al 21 settembre.
Inaugurazione mostra “Paesaggi del sacro: architettura_Arte_Comunità” al MUACC
Un ulteriore momento di riflessione e confronto collettivo è stato, il 7 settembre nell’Aula Magna della facoltà di Ingegneria e architettura, il convegno “Inside out schools”.
La giornata di lavori, introdotta dai saluti istituzionali e dall’intervento del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Cagliari, Francesco Mola, ha messo a confronto le varie ricerche ed esperienze a livello nazionale e internazionale nell’ambito del progetto degli spazi della formazione dei docenti della summer school con la realtà locale.
Tra i vari contributi, quello dell’Assessore alla Scuola, Formazione e Lavoro del Comune di Roma Claudia Pratelli, dei pedagogisti Beate Weyland e Paolo Calidoni , degli architetti olandesi Patrick Fransen e Loes Thijssen e delle due docenti della TU Wien Karin Harather e Katharina Tielsch.
Un momento del convegno internazionale
Francesco Mola, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Cagliari: “ Lo sforzo dell’ateneo è investire sempre più sul territorio e sul rapporto con le istituzioni, che non deve essere di questua ma di vera collaborazione, anche perché abbiamo delle responsabilità verso i nostri mandanti. Si è parlato molto di Covid e didattica a distanza, di spinta della popolazione studentesca a non tornare nelle aule. Si è liquidato il problema come un fatto di comodità. Ma, se uno studente preferisce casa propria, significa che ci sono problemi di spazi e che questi vanno ripensati. Il modello dello studio del docente, attaccato all’aula per gli studenti, magari non funziona più, ci sono altre soluzioni più vivibili. La summer school è una bella iniziativa, proprio perché propone un confronto tra i professori e i giovani che hanno tagliato da poco il cordone e possono indicare bene ciò che serve”.
Massimo Faiferri, docente del Dicaar e responsabile scientifico dell’ILS 2023: “In questi anni abbiamo indagato diversi aspetti relativi alla riprogettazione degli spazi dell’apprendimento , favorito sempre di più le collaborazioni internazionali e i momenti di dialogo e confronto su discipline diverse. Concludiamo questa edizione con le basi per costruire un progetto formativo con l’unità di progetto Iscol@ della Regione Sardegna, un master di II livello, per creare nuove figure professionali specializzate in questo campo”
Giorgio Massacci, Direttore del Dicaar: “Il tema della summer school rappresenta uno stimolo fortissimo, la formazione rappresenta l’investimento più importante e con maggiori prospettive, riguarda non solo la scuola e l’università ma l’intera società”.
Paolo Truzzu, sindaco di Cagliari: “Nel 2022, abbiamo sottoscritto un protocollo per una sinergia costante tra l’amministrazione comunale e l’ateneo. L’investimento fatto sulla scuola è il più giusto, il più equo e democratico perché la scuola costituisce il centro di tutto, il luogo dove si diventa cittadini. E’ necessario avere spazi di qualità e adatti al nuovo sistema di formazione”.
Andrea Biancareddu, Assessore Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport della Regione Autonoma della Sardegna: “In Sardegna ci sono 1749 scuole, costruite tra gli anni Trenta e Cinquanta quando il rapporto era tra docente e discente. Oggi è cambiato tutto, il confronto è circolare e si deve generare più entusiasmo e partecipazione, anche in termini fisici. Il comfort degli spazi aiuta i ragazzi, soprattutto quelli fragili e chi è costretto a lunghi viaggi. Ripensare gli spazi dell’apprendimento s’inserisce nel più ampio progetto di rigenerazione urbana, che va di pari passo con quella culturale”
Mostra “Paesaggi di Margine” – Aula Asili
Di seguito una breve intervista al docente del DICAAR Massimo Faiferri, organizzatore della scuola
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