Come un fatto di sanità e salute viene trasformato in notizia, quanto pesano l’intromissione di dinamiche commerciali e il rischio di fake news, quale direzione ha imboccato la professione del giornalista della salute.
Su queste tematiche si è tenuto, nell’Aula Specchi del campus di Sa Duchessa, il seminario dal titolo “La comunicazione della salute”, rivolto in prima battuta a studenti e studentesse del corso di laurea in scienze della comunicazione, lingue e comunicazione e dei corsi di laurea magistrale in scienze sociali e innovazione e in giornalismo e informazione web.
Primo appuntamento del progetto AIRCampus, con cui l’associazione AIRC incontra gli studenti e le studentesse delle università italiane, il seminario ha approfondito le dinamiche legate alla scelta e gestione corretta delle notizie che riguardano la salute, un argomento sensibile, di pubblico interesse e trasversale a diversi argomenti.
Nei saluti istituzionali di Elisabetta Gola, prorettrice per la comunicazione e l’immagine di Ateneo, il valore della comunicazione della salute come strumento di sensibilizzazione in termini di prevenzione e di conoscenza di buone pratiche nella gestione della vita quotidiana. L’Ateneo è impegnato nel farsi portavoce di queste tematiche, affinché possano uscire dagli ambulatori e dalla comunicazione tra medico e paziente, per diffondersi pubblicamente”.
La genesi e lo sviluppo del progetto AIRCampus è stata illustrata da Amedeo Columbano, consigliere del Comitato AIRC Sardegna e membro del Consiglio di indirizzo nazionale di AIRC. Ricerca biomedica, comunicazione scientifica, psiconcologia e bioetica le principali tematiche proposte nel corso di seminari e incontri con studenti e studentesse di UniCa e di altri quindici atenei italiani.
Nell’intervento tecnico di Antonino Michienzi, giornalista scientifico, una panoramica sull’evoluzione dei mezzi di comunicazione, sul ruolo sempre più marginale dei quotidiani e crescente dei social media, utilizzati come principale fonte di informazione da parte degli under 30. Un fenomeno che impone un lavoro sempre più accurato nella scelta delle notizie, attraverso l’applicazione di tre parametri: la novità del fatto rispetto al contesto attuale, la rilevanza pubblica e l’affidabilità della fonte e della notizia stessa, quest’ultima fondamentale.
Il ruolo del giornalista della salute e la conseguente costruzione dell’agenda nella health communication, sono stati due temi approfonditi anche da Paolo Brescia, docente dell’Ateneo, che ha sottolineato il dilagare di fake news o di notizie costruite ad arte per generare traffico commerciale. Rischi che impongono una preparazione approfondita, la capacità di discernere le fonti e la necessità di effettuare il fact checking.



A moderare il seminario, i docenti di UniCa Emiliano Ilardi e Alessandro Lovari.
Sono molto contento di ospitare all’interno del mio corso di Sociologia della Comunicazione e dell’Immaginario questo seminario e un’associazione che è ormai da anni il simbolo della ricerca sul Cancro. Il seminario si svolge dentro il ciclo dei seminari LIM (Linguaggi, immaginari media) e coinvolgimento di tre dipartimenti e quattro corsi di laurea. Credo che sia veramente una buona pratica universitaria questa di allargare e fare rete soprattutto quando al centro ci sono temi che, veramente riguardano tutti come quelli della salute e della sua comunicazione.
Oggi molta attenzione sul tema della comunicazione della salute si sta incentrando su quella che Lupton chiama digital health che si sostanzia nell’uso delle tecnologie digitali per l’erogazione dei servizi e prestazioni sanitarie, ma anche nella comunicazione e divulgazione dei temi di salute e sanità – precisa Lovari – Social media, health coach e i cosiddetti doctor influencer, Ai generativa, deepfakes sulla salute e Doctor Gpt rendono sempre più centrale la visibilità e selezione dei temi di salute che i media, generalisti e specializzati, operano sulle loro routine produttive e nei processi di newsmaking e framing.
