Seconda edizione della summer school di fotografia “Curcuris Photo Lab”

Tredici studenti e studentesse di diversi corsi di studio protagonisti dell'iniziativa nel comune oristanese

21 Luglio 2026
3 minuti di lettura

Imparare il linguaggio della fotografia, scoprire e applicare i segreti dell’obiettivo per trasformare ogni sguardo ed emozione in racconto.

Dal 13 al 19 luglio, tredici studenti e studentesse di vari corsi di studio dell’Ateneo hanno partecipato alla seconda edizione del Curcuris Photo Lab, la summer school di fotografia promossa dal Comune di Curcuris con il patrocinio del corso di laurea magistrale in produzione multimediale dell’Università degli Studi di Cagliari e la direzione artistica di Roberta D’Aprile e Antioco Floris.

Durante la settimana i partecipanti, guidati dai tre fotografi professionisti Ivan Loriga, Alessandro Galimberti e Laura Farneti, hanno frequentato laboratori intensivi per apprendere nel dettaglio le tecniche fotografiche e applicarle per esprimere se stessi e raccontare il mondo che ci circonda con creatività e consapevolezza.

Il percorso di approfondimento teorico si è tradotto nella realizzazione di due progetti fotografici individuali, attraverso i quali ogni studentessa e ogni studente ha potuto mettere in pratica le competenze acquisite: un dittico sul dialogo con il territorio e una sequenza ispirata al lavoro del fotografo statunitense Duane Michals, che ha rinnovato ed elevato il concetto di fotografia, facendone uno strumento di esplorazione dell’animo umano.

Per condividere l’esperienza della Summer School con il territorio e la comunità, il programma ha previsto anche due iniziative aperte al pubblico: le proiezioni cinematografiche di Foto di famiglia di Ryōta Nakano e Io sono Ingrid di Stig Björkman, e una mostra dei progetti fotografici realizzati dalle studentesse e dagli studenti.

“Anche quest’anno abbiamo accolto con entusiasmo la richiesta del Comune di Curcuris di organizzare un’iniziativa culturale sul territorio”, ha spiegato Antioco Floris, che ha curato la direzione artistica della summer school insieme a Roberta D’Aprile, “L’iniziativa ha avuto innanzitutto un importante valore formativo: studentesse e studenti hanno potuto sperimentare quanto sia fondamentale vivere e valorizzare tutti i territori, anche quelli che a un primo sguardo possono apparire marginali. In realtà, osservandoli con attenzione, rivelano aspetti straordinari e un ricco patrimonio culturale, estetico e umano, oltre a una qualità della vita autentica e piacevole, lontana dai ritmi frenetici della città.

Mi piace quindi definire questa summer school un’esperienza di educazione allo sguardo e alla sensibilità: la fotografia insegna a fermarsi, a guardare oltre l’apparenza e a trasformare ciò che si vede in un racconto per immagini. Un ulteriore valore aggiunto”, ha rimarcato il docente, “è stato la partecipazione di studentesse e studenti provenienti da diversi corsi di laurea, ciascuno portatore di esperienze, competenze e punti di vista differenti. La scelta di costituire un gruppo eterogeneo ha favorito un continuo scambio di idee e un reciproco arricchimento, contribuendo in modo significativo alla qualità dell’esperienza formativa e dei progetti realizzati”.

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