Sardinia Sustainability Summit, al campus di Monserrato un focus sulla sostenibilità

L’iniziativa rientra tra le attività della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS)

6 Giugno 2026
5 minuti di lettura

Una giornata di confronto dedicata al ruolo di università, istituzioni e imprese nell’attuazione dei princìpi dell’economia circolare e nello sviluppo di soluzioni sostenibili con ricadute concrete sul territorio.

La seconda edizione del Sardinia Sustainability Summit, promossa dall’Università degli Studi di Cagliari in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente nell’ambito delle attività della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), ha acceso i riflettori sulle sfide e sulle opportunità legate alla sostenibilità in ogni sua declinazione, sottolineando al contempo la necessità di costruire un sistema condiviso di idee e buone pratiche.

È questa visione ad aver ispirato il titolo della giornata di lavori, “Chiudere il cerchio: rifiuti, energia e mobilità in un sistema sinergico. Le esperienze delle Università attraverso il lavoro della RUS e il loro contributo al territorio”.

L’evento si è svolto nell’Aula Auditorium del Blocco L del campus di Monserrato, interessato da interventi e progetti orientati alla sostenibilità e al risparmio energetico, al riuso degli spazi e alla valorizzazione delle aree verdi.

La giornata di lavori, aperta dall’inaugurazione del Giardino delle Rose dedicato alla ricercatrice Lilli Collu prematuramente scomparsa, si è configurata come un momento di dialogo e confronto in cui rappresentanti della RUS e degli atenei italiani, istituzioni e attori del territorio hanno condiviso esperienze e buone pratiche, capaci di trasformare i principi della sostenibilità in azioni concrete, con ricadute positive per le comunità locali e per il futuro della Sardegna.

Francesco Mola, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Cagliari

Sul fronte della sostenibilità, l’Ateneo ha avviato un percorso importante, nel quale ci stiamo impegnando con convinzione e che sta dando risultati significativi, pur sapendo che c’è ancora molto da fare. È fondamentale che gli atenei riescano ad aprirsi sempre di più all’esterno, rafforzando il proprio ruolo di punti di riferimento per i territori e lavorando in stretta collaborazione con le comunità locali, per superare l’idea che la sostenibilità appartenga a una cerchia ristretta. La vera sfida che ci attende è trasformare la sensibilità esistente in un’azione condivisa e strutturata.

Fabrizio Pilo, delegato di UniCa per i rapporti con la RUS

Il titolo scelto per questa giornata ci ricorda che l’impegno sul fronte della sostenibilità va portato avanti non più per compartimenti stagni, ma all’interno di un unico sistema sinergico.  Non si tratta di chiudere cerchi per escludere qualcuno, ma di costruire cerchi di inclusione, sistemi aperti che possano accogliere anche chi è oggi ai margini della società. Questo è il nostro mestiere e il nostro dovere istituzionale: lavorare in un’ottica di apertura strategica anche verso le altre istituzioni, con uno sguardo rivolto al lungo periodo.

La sessione iniziale ha messo in evidenza gli obiettivi e le attività svolte dai Gruppi di Lavoro della RUS, con gli interventi di Eleonora Perotto (Politecnico di Milano) per Risorse e Rifiuti, Marco Raugi (Università di Pisa) per Energia e Bruno Dalla Chiara (Politecnico di Torino) per Mobilità. In chiusura, l’intervento del Presidente della RUS, Carmine Trecroci (Università di Brescia).

I lavori pomeridiani si sono aperti con una visita agli spazi e ai laboratori del campus, e con e i saluti istituzionali dell’Assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, e dell’Assessore comunale all’Ecologia urbana, ambiente e verde pubblico, Luisa Giua Marassi, per poi articolarsi in una serie di interventi dedicati ai temi della sostenibilità e dell’economia circolare.

La prima parte ha visto i contributi di Laura D’Aprile (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) sulle nuove catene di approvvigionamento delle materie prime critiche, di Maria Siclari (ISPRA) e di Fabio Costarella (CONAI).

Il confronto sul territorio è stato moderato dalla giornalista Leyla Manunza, con gli interventi di Salvatore Pinna (Regione Sardegna) sulla gestione dei rifiuti nell’Isola, Andrea Cossu (Comune di Cagliari) sul nuovo appalto per l’igiene urbana e Fabrizio Rodin (CTM SpA) sulla mobilità sostenibile.

La sessione successiva, dedicata a impianti e progetti locali, ha approfondito diverse esperienze di economia circolare attuate da imprese del territorio: dalla valorizzazione dei sottoprodotti agro-industriali e forestali al recupero dei rifiuti urbani e dei materiali naturali, fino alla promozione della mobilità condivisa come leva di sostenibilità.

A chiudere i lavori, una sessione moderata dalla prorettrice per l’internazionalizzazione Alessandra Carucci sull’economia circolare nel settore agro-industriale sardo, con un focus sul progetto e.INS – Spoke 9 e con gli interventi di Fabiano Asunis e Gianluigi Farru del dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e architettura e Rita Abi Rached del dipartimento di Scienze della vita e dell’ambiente.

A chiudere il Sardinia Sustainability Summit la presentazione, da parte di studenti e studentesse del corso di Biotecnologie sanitarie dell’istituto tecnico De Sanctis Deledda, di due laboratori sul fito-risanamento dei suoli contaminati da metalli pesanti e sulla degradazione del polistirolo da parte del microbiota intestinale degli insetti. Un’iniziativa che rappresenta un esempio concreto di come la cultura della sostenibilità possa coinvolgere e ispirare anche le nuove generazioni.

Condividi sul tuo profilo social: