Un laboratorio nel cuore della natura, tra le dune e la macchia mediterranea del Sulcis. La scorsa settimana la pineta Candiani di Sant’Anna Arresi ha ospitato l’edizione annuale del Campo Naturalistico 2025 che ha visto protagonisti studenti e studentesse del corso di Scienze Ambientali e Naturali dell’Università degli Studi di Cagliari.
Un’esperienza immersiva che ha unito formazione, ricerca sul campo e comunicazione scientifica, trasformando il paesaggio costiero sardo in un’aula a cielo aperto.
Fin dal primo giorno, i partecipanti hanno preso confidenza con strumenti di cartografia digitale e GPS ad alta precisione, guidati da Daniele Trogu. L’obiettivo era chiaro: imparare a leggere il territorio integrando osservazione diretta e tecnologia, sviluppando competenze che vadano oltre il manuale scolastico e si ancorino alla realtà degli ecosistemi locali.
Il secondo giorno ha portato i partecipanti sulle coste di Porto Pino, dove il docente Sandro Demuro ha condotto una lezione sul campo dedicata alla dinamica dei litorali e al ruolo della Posidonia oceanica nella difesa naturale delle spiagge. Un viaggio tra scienza e consapevolezza per comprendere quanto sia delicato il rapporto tra attività umane, processi naturali e resilienza degli ambienti marini.
Nei giorni successivi, le passeggiate lungo i sentieri della pineta Candiani si sono trasformate in vere esplorazioni scientifiche. Con Giovanni De Giudici gli studenti hanno analizzato i parametri ambientali delle dune, mentre Piero Addis e Viviana Pasquini li hanno accompagnati tra le acque dello stagno. Michela Marignani ha guidato il rilevamento della vegetazione, sottolineandone il ruolo ecologico. Un momento di particolare impatto è stato l’incontro con il docente dell’Università di Parma Rossano Bolpagni, che ha illustrato il valore delle piante acquatiche come bioindicatori e il significato di un approccio funzionale nello studio degli ecosistemi.
Accanto alle attività per universitari, il Campo Naturalistico ha coinvolto anche le scuole primarie e secondarie del territorio. Attraverso il Gioco dell’Ecosistema, bambini e ragazzi hanno scoperto quanto ogni elemento della natura sia parte di un sistema interconnesso, imparando a conoscere – e rispettare – la Posidonia oceanica come risorsa chiave per il benessere ambientale.
A chiudere il campo, un laboratorio dedicato alla comunicazione ambientale, realizzato in collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente della Regione Sardegna.
Il campo naturalistico ha in programma per i prossimi mesi, nuovi incontri, laboratori e produzioni creative con l’intento di tradurre la consapevolezza ecologica in azione concreta, duratura e condivisa.
Di seguito una gallery del camp:









