Sandro Pertini: una nuova biografia del Presidente più amato

Presentato ieri il nuovo volume del docente Gianluca Scroccu

31 Marzo 2026
3 minuti di lettura

A oltre trent’anni dalla fine del suo mandato, Sandro Pertini resta una delle figure più radicate nella memoria collettiva degli italiani. Ancora oggi tra i Capi di Stato più amati e ricordati, Pertini è stato spesso raccontato attraverso immagini iconiche – dalla sua esultanza ai Mondiali del 1982 alla rappresentazione del “presidente partigiano” – più che attraverso un’analisi storica rigorosa.

È proprio questo vuoto storiografico che intende colmare il nuovo volume di Gianluca Scroccu, Sandro Pertini, presentato ieri nell’Aula Magna del Rettorato. Il libro si propone come la prima biografia scientifica costruita su un ampio lavoro d’archivio, a partire dai fondi del Quirinale, con l’obiettivo di restituire complessità e profondità a una figura troppo spesso rappresentata con immagini stereotipate.

Docente di storia contemporanea all’Università di Cagliari, Scroccu affronta il “mistero” della persistente popolarità di Pertini partendo da un elemento chiave: la coerenza. Dalla giovanile adesione al socialismo fino alla lunga militanza antifascista – che gli costò persecuzioni e anni di carcere durante il regime – emerge il ritratto di un uomo politico capace di mantenere una linea etica riconoscibile anche nei momenti più difficili della storia nazionale.

Il volume dedica ampio spazio alle due principali esperienze istituzionali di Pertini: la Presidenza della Camera dei Deputati (1968-1976) e quella della Repubblica (1978-1985). Nel primo caso, Scroccu evidenzia il ruolo riformatore svolto in una fase segnata da profonde tensioni sociali e politiche. In un contesto attraversato dalla crisi del ’68 e dall’affermarsi del terrorismo di estrema destra e di estrema sinistra, Pertini concepì il Parlamento come una “casa di cristallo”, promuovendone l’apertura e favorendo la partecipazione diretta di studentesse e studenti alla vita istituzionale.

Al Quirinale, invece, la sua azione si colloca nel pieno di uno dei momenti più drammatici della Repubblica, segnato dal sequestro e dal successivo assassinio di Aldo Moro. In quella fase, Pertini seppe offrire un punto di riferimento morale saldo, ancorato ai valori costituzionali, senza rinunciare a denunciare inefficienze e ritardi della politica, come avvenne in occasione del terremoto dell’Irpinia.

Uno degli aspetti più interessanti messi in luce dal libro riguarda la capacità comunicativa di Pertini. Pur essendo già in età avanzata, il Presidente comprese profondamente il bisogno degli italiani di un linguaggio diretto e accessibile. Fu capace di essere popolare senza scadere nel populismo, costruendo un rapporto di fiducia basato su autenticità e trasparenza.

Questa cifra comunicativa contribuì a ridefinire il ruolo stesso della Presidenza della Repubblica: non più solo istituzione distante, ma presidio visibile e interlocutore diretto dei cittadini. Un modello che legittimava anche la critica alle istituzioni, rafforzando al contempo il senso di appartenenza democratica.

Ne emerge così una figura complessa, il cui lascito politico risiede nella costruzione di uno “spazio di sicurezza democratica” per la Repubblica italiana, fondato su credibilità personale, coerenza e capacità di parlare al Paese. Un’eredità che continua a spiegare perché, anche per le generazioni che non lo hanno conosciuto direttamente, Sandro Pertini resti ancora oggi un punto di riferimento imprescindibile nella storia della democrazia italiana.

Alla presentazione, moderata dal docente di Storia Contemporanea Marco Pignotti, hanno partecipato, oltre l’autore del volume, Gianmario Demuro docente di Diritto costituzionale e pubblico, Rita Pamela Ladogana, docente di Storia dell’arte contemporanea e il Magnifico Rettore Francesco Mola.

Ai nostri microfoni l’autore del volume, Gianluca Scroccu:

Condividi sul tuo profilo social: