Un confronto tra specialisti sui vari aspetti della neuropsicofarmacologia dall’età infantile a quella adulta, con particolare riferimento all’età della transizione, fase cruciale per la salute mentale, caratterizzata da profondi cambiamenti neurobiologici, psicologici e sociali.
Questo il tema scelto per la quinta edizione del convegno congiunto della Società italiana di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (SINPIA) e della Società italiana di neuropsicofarmacologia (SINPF)
L’evento, dal titolo “Innovazione nella clinica e psicofarmacologia nell’età di transizione: continuità tra età infantile, adolescenza e fino all’età adulta”, è stato dedicato anche quest’anno al compianto docente Alessandro Zuddas, promotore della prima edizione del convegno, scomparso nel 2022.
Ad aprire il congresso, i componenti del comitato scientifico. Giovanni Migliarese, docente dell’Università di Pavia, ha definito il congresso come esperienza condivisa, per la presenza di professionisti che offrono uno sguardo diverso sul tema e mettono a disposizione la loro esperienza. A fargli eco Sara Carucci, che ha rimarcato quanto l’evento sia un dialogo attivo, fondamentale per evidenziare quali sono le basi scientifiche ma soprattutto per avere rimandi nella pratica clinica di tutti i giorni. La presidente della SINPIA Elisa Fazzi, intervenuta da remoto, ha ricordato l’importanza della diagnosi precoce, per prevenire l’insorgenza di disturbi neuropsichiatrici, e di interventi terapeutici appropriati. Nell’analisi di Matteo Balestrieri, presidente della SINFP, l’accento sulla continuità della presa in carico nelle varie fasi della vita, con particolare attenzione all’adolescenza, che registra la maggior insorgenza di disturbi neuropsichiatrici.
A portare i saluti del Magnifico Rettore, Francesco Mola, il prorettore per le attività sanitarie Pietro Giorgio Calò, che ha ricordato come l’innovazione scaturisca dalla ricerca, una delle tre missioni principali dell’Ateneo assieme alla didattica e disseminazione sul territorio. Il benvenuto ai presenti al campus di Monserrato è arrivato anche da Paola Fadda, prorettrice per il presidio di Monserrato.



Le sessioni scientifiche hanno visto alternarsi relatori di fama nazionale e internazionale, i docenti dell’Ateneo Miriam Melis, Mirko Manchia, Federica Pinna e la Rettrice emerita Maria Del Zompo.
Tra gli argomenti trattati nella due giorni di lavori, disturbi del neurosviluppo e dell’alimentazione, depressione, suicidalità, psicosi e sostanze, in un confronto tra specialisti di varie discipline.
Attenzione particolare è stata posta all’età di transizione, che presenta uno spiccato rischio di esordio di psicopatologia e richiede studi adeguati a cogliere il riconoscimento precoce e garantire trattamenti adeguati.
Nonostante i rilevanti progressi delle neuroscienze e della psicofarmacologia, hanno sottolineato gli specialisti, permangono importanti criticità nella pratica clinica quotidiana: dall’appropriatezza della prescrizione nelle diverse fasi del neurosviluppo alla continuità di cura, dalla gestione dei quadri clinici complessi e fino alla presa in carico di pazienti fragili e alla prevenzione delle ricadute.
In questo contesto, emerge con forza la necessità di modelli interpretativi che, a partire dall’analisi delle peculiarità di questo periodo della vita e da solide evidenze scientifiche, consentano di mettere a punto interventi terapeutici personalizzati.
Fondamentale anche la continuità tra età infantile, adolescenza e adulta e una presa in carico multidisciplinare. In linea con il percorso avviato nelle precedenti edizioni, il congresso ha infatti favorito un dialogo attivo tra neuropsichiatri infantili, psichiatri dell’adulto, farmacologi, neurologi e altri specialisti coinvolti nella salute mentale, promuovendo un sapere condiviso finalizzato a un’azione più tempestiva ed efficace. In questa prospettiva, il congresso rappresenta un’importante occasione di aggiornamento, condivisione e crescita scientifica per tutti i professionisti impegnati nella cura della salute mentale nelle diverse età della vita.
Nel ricordo del professor Zuddas, e della sua dedizione nella formazione di giovani colleghe e colleghe, il convegno ha dato spazio ai giovani studiosi, che hanno portato i loro contributi scientifici durante una sessione poster. Premiate, per i migliori elaborati, Giulia D’Amato (Traiettorie cliniche negli adolescenti ad Ultra-high risk per psicosi: uno studio longitudinale triennale), Azzurra Almesberger e Maria Giulia D’Acunto (Disgregolazione circadiana e suicidalità in adolescenza. Risultati preliminari di uno studio actigrafico caso-controllo), Laura Zucca (Quando il DOC cambia forma: traiettorie evolutive e comorbilità in adolescenza).






