Il 22 maggio scorso il professor Roberto Giuntini, ordinario di Logica e Filosofia della Scienza presso la Università degli Studi di Cagliari e Visiting Fellow dell’Institute for Advanced Study della Technische Universität München, ha tenuto un seminario al LENS – European Laboratory for Non-Linear Spectroscopy dedicato a uno dei temi più avanzati della ricerca contemporanea: la misurazione della “quantumness” dei computer quantistici di nuova generazione.
Per la prima volta nella storia degli Enrico Fermi Colloquia di Firenze, l’invito è stato rivolto a un logico e filosofo della scienza.
Fondato nel 1991, il LENS è oggi uno dei più prestigiosi laboratori europei nel campo della fisica della luce, delle tecnologie quantistiche e della fotonica. Il Fermi Colloquium rappresenta una delle sue iniziative scientifiche di maggior rilievo internazionale, tradizionalmente riservata a studiosi che contribuiscono in modo significativo alla comprensione dei fondamenti della natura.
Nel suo intervento, intitolato “Probing Quantum Reality: From Foundations to Benchmarking”, Giuntini ha affrontato una questione centrale nel dibattito sui computer quantistici: quale proprietà fisica rende realmente possibile il cosiddetto “vantaggio quantistico”, cioè la capacità di eseguire calcoli irraggiungibili per i supercomputer classici.
La relazione ha proposto un metodo innovativo di benchmarking basato sulle disuguaglianze di Svetlichny, strumenti teorici capaci di rilevare forme profonde di non-località quantistica. Il metodo è stato sperimentato direttamente su hardware quantistico reale, tra cui i processori di IQM e AQT, con l’obiettivo di misurare la capacità dei computer quantistici di preservare correlazioni autenticamente quantistiche.
Il Colloquium, introdotto da Jacopo Catani del CNR-INO e del LENS, ha visto la partecipazione di fisici, ricercatori e studiosi di logica e filosofia della scienza, tra cui la professoressa Maria Luisa Dalla Chiara dell’Università di Firenze. La presenza congiunta di logici, filosofi della scienza e fisici sperimentali ha reso il Colloquium una felice testimonianza di quel dialogo interdisciplinare che è, da sempre, la vocazione costitutiva del LENS.
