Nei giorni scorsi ad Alghero si è svolto l’evento intermedio del progetto MYRTUS, finanziato da Horizon Europe, il programma quadro Europeo per la Ricerca e l’Innovazione per il periodo 2021-2027 . L’iniziativa, ospitata al dipartimento di Architettura dell’Università di Sassari, ha preso la forma di un aperitivo tecnologico con dimostrazioni dal vivo e poster scientifici, favorendo il dialogo diretto tra ricercatori, studenti e imprese.
L’appuntamento ha messo in evidenza i primi risultati del progetto e le tecnologie emergenti nel campo del computing continuum, con contributi su sistemi cyber-fisici, intelligenza artificiale distribuita, orchestrazione cognitiva, sicurezza e infrastrutture edge e fog.
MYRTUS (Multi-layer 360° dYnamic orchestrion and interopeRable design environmenT for compute-continUum Systems) è un progetto che mira a rendere i sistemi digitali più efficienti, intelligenti e sostenibili, attraverso un software innovativo di orchestrazione – MIRTO – capace di adattarsi ai cambiamenti e imparare dai dati.
Con un budget di sei milioni di euro in tre anni, il progetto coinvolge 14 partner da otto Paesi e vede la Sardegna protagonista con Abinsula, l’Università di Cagliari e l’Università di Sassari.
L’ateneo cagliaritano partecipa con due laboratori del dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica: l’EOLAB, con un team guidato dalla prof.ssa Francesca Palumbo, coordinatrice scientifica del progetto, e il Medical Devices and Signal Processing Lab, coordinato dal prof. Danilo Pani, responsabile dello scenario sulla tele-riabilitazione collaborativa.
Nei primi 18 mesi MYRTUS ha sviluppato:
- nuove soluzioni per infrastrutture digitali distribuite;
- un orchestratore cognitivo basato su AI;
- strumenti open source a disposizione di comunità scientifica e imprese.
Le tecnologie trovano applicazione in due ambiti di grande impatto sociale: la sanità digitale, con sistemi di riabilitazione a distanza e la mobilità intelligente, con soluzioni per la sicurezza stradale.



