Progetto di cooperazione internazionale Isvolc

Il team del dipartimento di Scienze chimiche e geologiche in Ecuador per contribuire a un migliore approvvigionamento idrico

29 Ottobre 2025
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Fornire più acqua e di qualità, senza scalfire l’equilibrio di un ecosistema tra i più fragili del pianeta.

Due esigenze in apparente contrasto, che hanno trovato il punto d’incontro nel progetto di cooperazione internazionale Isvolc, cofinanziato da UniCa, Regione Autonoma della Sardegna ed Espol (Escuela superior politecnica del litoral) dell’Ecuador.

A partire dall’estate scorsa, il team del dipartimento di Scienze chimiche e geologiche, composto dalle docenti Laura Pioli, Maria Teresa Melis ed Elisabetta Dore, ha lavorato per supportare in modo totalmente sostenibile il rifornimento e il mantenimento della qualità delle acque potabili nell’isola di Santa Cruz, tra le più grandi dell’arcipelago delle Galàpagos. Territorio magnifico, ma altrettanto delicato e per questo rigidamente protetto.

Il progetto, che si concluderà nel mese di gennaio, ha previsto una prima missione sul campo, con la formazione del personale locale, la donazione di apparecchiature per la società delle acque e la stesura di uno studio che permetta un approvvigionamento più efficiente delle acque potabili, al momento insufficienti a soddisfare il fabbisogno della popolazione.

All’attività in Ecuador è seguita, una settimana fa, la visita in Ateneo di Diego Ango, funzionario tecnico della società pubblica delle acque dell’isola, finalizzata ad analizzare i risultati dei campionamenti avvenuti a Santa Cruz. Un lavoro congiunto, che ha evidenziato la buona qualità dell’acqua rilevata e gettato nuove basi per la collaborazione tra UniCa e l’Ecuador.

La collaborazione con l’Ecuador è iniziata a Guayaquil in occasione di un bando Erasmus+, che ci ha permesso di avviare le prime attività didattiche e di ricerca congiunte – spiega la professoressa Pioli- con il più recente progetto di cooperazione Isvolc abbiamo compiuto un salto in avanti, offrendo una risposta concreta alla grande necessità di acqua potabile ma allo stesso tempo privilegiando la tutela di un patrimonio ambientale straordinario, minacciato dall’overtourism.