Prima edizione dell’European Doctoral Day

Testimonianze e approfondimenti sulla carriera dottorale nell’Aula Magna del Rettorato

14 Maggio 2026
6 minuti di lettura

Il valore di un dottorato di ricerca nella carriera accademica e professionale, il contributo che offre alla formazione e alla crescita personale, l’opportunità di lasciare un segno nella comunità scientifica.

Sono stati i dottori e le dottoresse di ricerca all’Università di Cagliari a raccontarlo in prima persona, nel corso della prima edizione dell’European Doctoral Day, nell’Aula Magna del Rettorato, alla presenza dei coordinatori e delle coordinatrici dei corsi di dottorato di UniCa, dottorandi e dottorande. Una giornata di incontro e formazione trasversale, che si è svolta in contemporanea con oltre cento atenei di 19 paesi.

Una riflessione corale che, nell’edizione cagliaritana, ha dato anche ampio spazio a una riflessione su alcuni temi di grande attualità e rilievo istituzionale: la necessità di proteggere la ricerca e – al contempo – di costruire un equilibrio con le politiche di open science, ancora la parità di genere  e la comunicazione scientifica.

La giornata si è incastonata nella più ampia strategia HRS4R, finalizzata a potenziare la formazione, l’accesso e lo sviluppo della carriera nell’ambito della ricerca, e a migliorare l’ambiente lavorativo dei ricercatori e delle ricercatrici in linea con i principi della Carta Europea dei ricercatori e del Codice di Condotta per il loro reclutamento (C&C) e a quelli della “Nuova Carta Europea dei ricercatori”.

Ad aprire i lavori Francesco Mola, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Cagliari.

“Il nostro Ateneo presta una forte attenzione ai dottorati di ricerca e, allo stesso tempo, alla strategia HRS4R. Anche noi”, ha detto rivolgendosi ai dottorandi e alle dottorande presenti, “siamo stati dalla vostra parte. La parola ricerca non è cambiata nel tempo, ma è incredibile quanto siano mutati gli scenari. Non sono sfide che riguardano solo chi resta nel mondo accademico, perché oggi c’è una grande domanda di dottori di ricerca anche in un contesto esterno sempre più internazionale e ricco di scambi. L’interesse sempre più marcato verso il dual use, e l’etica della ricerca, non deve rappresentare un freno ma una sfida per acquisire una sempre maggior consapevolezza che accompagni la formazione”

Intervenuto in remoto, Umberto D’Alesio, coordinatore della consulta dei dottorati di ricerca di Ateneo, ha posto l’accento sul doppio ruolo dell’European Doctoral Day: ricorrenza simbolica e condivisa a livello europeo, ma anche primo atto un percorso comune che vede nella formazione e nella ricerca degli autentici pilastri della conoscenza.

Nella sua relazione, il prorettore per la ricerca Luciano Colombo ha evidenziato le potenzialità della ricerca in ogni ambito del sapere ma anche la sua crescente vulnerabilità, in uno scenario globale caratterizzato da continue trasformazioni geopolitiche e da un vertiginoso progresso della tecnologia. Un contesto che porta la comunità scientifica tutta a interrogarsi su come proteggere l’integrità dei processi, la sicurezza dei dati e come garantire l’affidabilità delle strutture, l’attenzione alle implicazioni etiche e il corretto utilizzo delle conoscenze prodotte.

Nella seconda parte della mattina, spazio alle testimonianze di dottori e dottoresse che hanno conseguito un dottorato di ricerca all’Università di Cagliari, investendo le competenze acquisite sia in ambito accademico che privato.

Con il suo intervento “l’Universo: la rivoluzione delle onde gravitazionali”, Paolo Pani, professore ordinario di fisica teorica presso la Sapienza Università di Roma, ha accompagnato i presenti attraverso un tema estremamente attuale per la ricerca europea, italiana e anche sarda visto il suo legame con il progetto dell’Einstein Telescope .

Dopo il dottorato inManagement & Organizations in UniCa, Yanina Rashkova focalizza le sue ricerche sull’applicazione della mindfulness nelle organizzazioni per creare pratiche organizzative più responsabili, come illustrato nella relazione “When Does Hard Work Pay off and What Does the Payoff Mean?”. Dal 2024 è Assistant Professor of Organizational Behavior at EDHEC EDHEC Business School, Nice Campus.

In linea con il solido bagaglio di competenze che include algoritmi, visione artificiale, programmazione, maturate anche durante il corso di dottorato in Matematica e informatica, Stefano Marras, software engineer presso la multinazionale Apple, ha coinvolto la platea con un approfondimento dal titolo “Pixels, Vision and a Ph.D.”

Antonio Giorri, dottore di ricerca in Storia, Beni culturali e Studi internazionali, ha presentato “Percorsi trasversali e condivisi: riscoprire il valore della ricerca sul patrimonio culturale nelle istituzioni e nella società”. attualmente assistente amministrativo-gestionale presso la Soprintendenza Archivistica della Sardegna, Ministero della Cultura e cultore della materia in metodologie della ricerca archeologica presso UniCa.

Nel pomeriggio, focus sulla comunicazione scientifica e sulla parità di genere.

“La comunicazione è un ambito strategico e un corredo di competenze indispensabili per chi ha scelto col dottorato di impegnarsi nella ricerca. L’attività di traduzione tra i molti linguaggi della scienza e l’esigenza di far capire i concetti scientifici al grande pubblico richiede di apprendere competenze che l’Università di Cagliari propone alle scuole di dottorato attraverso corsi trasversali, come quello sul public speaking per la ricerca”, ha affermato Elisabetta Gola, prorettrice per la comunicazione e l’immagine, “la comunicazione scientifica oggi richiede anche capacità di utilizzare molti media differenti, ciascuno con le sue metriche, con i suoi linguaggi, con i suoi format. Comunicare la scienza oggi significa costruire ponti tra linguaggi, discipline e comunità differenti, rendendo la conoscenza accessibile, partecipata e socialmente significativa”.

Per Ester Cois, delegata per la parità di genere, il dottorato è da considerarsi come uno spazio di soglia: un tempo di passaggio, ibridazione e trasformazione, in cui si è ancora studenti e studentesse, ma si diventa già ricercatori e ricercatrici. “Osservarlo in una prospettiva di genere”, ha detto, “significa andare oltre il semplice equilibrio numerico tra donne e uomini, per interrogare i meccanismi spesso invisibili che orientano le traiettorie accademiche, le culture organizzative e le opportunità di riconoscimento e carriera. Ma il margine è anche un luogo privilegiato di osservazione e innovazione: proprio perché attraversano simultaneamente il mondo della formazione e quello della ricerca, le nuove generazioni possono rendere visibili criticità, bisogni e possibilità di cambiamento dell’università contemporanea. In questa direzione”, ha aggiunto, “l’Università di Cagliari ha sviluppato negli ultimi anni un forte impegno a sostegno dell’uguaglianza di genere, del benessere e della sostenibilità delle carriere scientifiche, anche nell’ambito della Human Resources Strategy for Researchers.”

Nell’ottica di una continuità con il percorso post lauream, i partecipanti all’European Doctoral Day sono stati accolti dallo staff dell’ufficio Job Placement e invitati a iscriversi all’associazione Alumni, fondata nel 2025 per creare un solido legame tra le ex laureate e gli ex laureati dell’Ateneo.

Abbiamo intervistato Luciano Colombo, prorettore per la ricerca.

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