Prima edizione del Biochar Day

Nell'Aula magna di ingegneria, un approfondimento sulle potenzialità del carbone vegetale

19 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

Un materiale versatile e sostenibile, con altissime potenzialità e dal vasto ambito di applicazione. Il biochar, il carbone vegetale ottenuto dalla combustione degli scarti organici, i sistemi di produzione e le nuove frontiere legate al suo impiego nell’industria e nell’agricoltura, efficienza energetica e bioeconomia sono stati analizzati nel corso della prima edizione del Biochar Day, ospitato venerdì 16 gennaio nell’Aula Magna “Mario Carta” della Facoltà di Ingegneria e architettura.

Organizzato dal Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e architettura (Dicaar) e dall’associazione italiana biochar, l’evento ha indagato con occhio scientifico e divulgativo insieme il valore del biochar, ottenuto dalla combustione in assenza di ossigeno di scarti organici, dando loro nuova vita e un reimpiego nei settori più differenti, oltre a evitare la dispersione di anidride carbonica.

Flavio Stochino, docente del Dicaar. “La caratteristica principale del biochar è la sua interdisciplinarietà: rigenera i terreni agricoli migliorandone le prestazioni, può essere utilizzato per la produzione di biogas e di materiali da costruzione, come calcestruzzo e sostanze composite, persino nella cosmesi. Il suo possibile impiego non è solo a livello industriale e in larga scala, ma anche in ambito domestico: per il futuro si potrebbe dotare ogni condominio di un piccolo pirolizzatore, con cui trasformare il residuo organico in fonte di energia”.

La giornata, molto partecipata da studentesse e studenti, ha visto alternarsi contributi accademici e interventi dei rappresentanti di realtà industriali e professionali legate alla produzione e impiego in vari ambito del biochar.

Nel corso dell’evento, sono state anche illustrate alcune tra le esperienze di ricerca condotte in UniCa, che spaziano dalla potenzialità e diffusione della carbonizzazione Idrotermica (HTC) nel mercato globale all’applicazione dell’hydrochar ai residui agro-industriali che rappresentano importanti risorse ma pongono anche criticità ambientali, fino alla messa a punto di processi ecologici per la separazione, il recupero e la valorizzazione degli elementi delle terre rare da magneti permanenti.

All’evento hanno partecipato il prorettore al territorio e all’innovazione, Fabrizio Pilo, il presidente della facoltà di Ingegneria e architettura, Daniele Cocco, il vicedirettore del Dicaar Gian Piero Deidda, la rappresentante dell’ordine degli Ingegneri Giovanna Piselli e l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Cagliari, Carlo Serra.

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