Per la seconda volta in Ateneo il congresso mondiale sull’Interazione Acqua-Roccia e la Geochimica Isotopica Applicata

Per la 18a edizione, al campus di Monserrato, quasi trecento partecipanti da ventidue nazioni

1 Luglio 2025
2 minuti di lettura

Quasi trecento partecipanti provenienti da ventidue nazioni, altrettante sessioni scientifiche focalizzate su temi cruciali relativi a sostenibilità ambientale ed economica. Questi i numeri principali della 18ª edizione del Congresso Mondiale sull’Interazione Acqua–Roccia e la Geochimica Isotopica Applicata (WRI-18), che dal 16 al 21 giugno ha messo a confronto i maggiori esperti internazionali nello studio dei processi idrogeochimici e ambientali.

L’evento, ospitato dall’Ateneo per la seconda volta dopo il 2001, si è svolto nella Cittadella Universitaria di Monserrato, con la regia del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche.

“La scelta di Cagliari, come sede del convegno, è un riconoscimento per il ruolo di primo piano a livello internazionale, rivestito dalla Sardegna e dall’Ateneo, nella gestione dell’acqua e degli ambienti minerari, nonché negli studi geologici, mineralogici e chimici”, ha precisato il segretario del congresso, il docente Giovanni Battista De Giudici, “in quest’edizione, è stata di particolare rilievo la presenza di tante studentesse e studenti, che hanno potuto approfondire tematiche multidisciplinari, confrontarsi in attività pratiche e condividere le proprie esperienze con una comunità scientifica internazionale e vivace”.

L’edizione 2025 ha visto la partecipazione di circa 280 delegati provenienti anche da Giappone, Australia, Cina, Giappone, Canada e Stati Uniti. Le 22 sessioni plenarie hanno affrontato temi di primaria importanza e attualità, come lo stoccaggio geologico della CO₂, lo sfruttamento dell’energia geotermica, la normativa europea sui suoli, la protezione e la caratterizzazione di acque e terreni, nonché i processi geologici e antropici che influenzano la qualità dell’acqua e l’interazione tra minerali e fluidi naturali.

Tra gli appuntamenti centrali del congresso, la tavola rotonda dedicata al progetto Valori di fondo delle aree minerarie dismesse, promosso dalla Regione Sardegna e dall’ARPAS, in collaborazione con l’Ateneo. L’incontro ha posto l’accento su due aspetti chiave: la presenza naturale di valori anomali di metalli in molte aree ex minerarie, che in alcuni casi non richiedono interventi di bonifica, e il nuovo approccio basato sul rischio, applicato al sito di Montevecchio Ponente. Quest’ultimo ha permesso di delineare scenari di bonifica più mirati e economici, rispetto alle strategie adottate in passato.

Proprio ai siti minerari è stata dedicata la parte pratica dell’evento, che ha previsto delle visite a Montevecchio, Porto Flavia e Santa Barbara, alla miniera di Furtei e Silius, al Monte Arci e alle grotte di Is Zuddas, oltre a escursioni in siti interessati da fenomeni geotermici come Fordongianus e Sardara.

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