Parole senza barriere: un viaggio tra disabilità e media

Un convegno, nell’Aula magna di Ingegneria, fa il punto sulla narrazione e sugli stereotipi

5 Maggio 2026
4 minuti di lettura

Incoraggiare una corretta narrazione della disabilità, soprattutto delle donne, nello spazio mediatico, tramite parole e immagini, per contrastare ogni forma di discriminazione, stereotipi negativi e pregiudizi.

Questo l’obiettivo dell’incontro “Parole senza barriere: un viaggio tra disabilità e media”, promosso dall’associazione GiULiA Giornaliste Sardegna in collaborazione con il dipartimento di pedagogia, psicologia, filosofia e il corso di laurea in scienze della comunicazione e accolto nell’aula magna della facoltà di ingegneria e architettura,

In platea, studentesse e studenti dell’Ateneo e degli istituti superiori Siotto, Meucci, Motzo, Levi, Gramsci e Mattei, primi destinatari di un’attività di sensibilizzazione che parte proprio dalle nuove generazioni per attuare un cambio di passo concreto nella società del domani.

Presenti anche i rappresentanti di alcune associazioni di persone con disabilità: consulta comunale disabilità, associazione nazionale privi di vista e ipovedenti, unione italiana ciechi, Ierpof, l’associazione nazionale mutilati e invalidi civili, Anffas.

L’urgenza e il dovere di contribuire all’abbattimento di barriere fisiche e mentali, che passa anche dall’applicazione di un linguaggio corretto nel giornalismo e nella pubblica amministrazione e dalla collaborazione tra istituzioni, è stata il filo conduttore dei saluti introduttivi, da parte di Daniele Cocco (presidente della facoltà di ingegneria e architettura), Giulia Andreozzi (assessora alla pubblica istruzione, sostegno allo studio e alla conoscenza del comune di Cagliari) Elisabetta Gola (prorettrice per la comunicazione e l’immagine dell’Ateneo), Susi Ronchi (coordinatrice GiULiA Giornaliste Sardegna), Giuseppe Meloni (presidente Ordine dei giornalisti della Sardegna), Fulvia Murru (segretaria generale UIL Sardegna).

Citati, come esempi virtuosi avviati in Ateneo, la creazione e l’attività del Servizio per l’inclusione e l’apprendimento (SIA) e del Cagliari accessibility lab, centro interdipartimentale inserito in una rete nazionale per garantire l’accessibilità degli spazi con un approccio innovativo e multidisciplinare.

La comunicazione accessibile deve essere impostata in modo preventivo e come strategia trasversale, che riguardi la progettazione e l’aggiornamento dei canali digitali, nel rispetto delle apposite linee guida nazionali, e la formazione degli studenti e delle studentesse, ha aggiunto Elisabetta Gola.

Nella seconda parte dell’evento, voci dell’Ateneo e del giornalismo hanno analizzato le criticità e le sfide connesse all’applicazione di un linguaggio inclusivo.

Il concetto di ingiustizia epistemica come fonte di disuguaglianza e il potere delle parole sono stati approfonditi dalla docente e coordinatrice del corso di studi in scienze della comunicazione di Ateneo, Francesca Ervas.

Il cambio di prospettiva, come sottolineato dalla prorettrice per l’inclusione Donatella Rita Petretto, passa anche da una nuova considerazione della persona, messa al centro con tutto il suo potenziale da sviluppare.

Sulle problematiche legate alla gestione consapevole di social media e intelligenza artificiale si è concentrata la riflessione di Gianpietro Carrogu, dottorando in filosofia, epistemiologia e scienze umane, che ha affrontato anche il tema dell’accessibilità digitale, snodo tra discriminazione e opportunità.

Tra gli interventi, anche quello della giornalista Caterina De Roberto (GiULiA Giornaliste Sardegna), che ha ripercorso l’autorappresentazione delle persone con disabilità sui social media, e Silvia Vinci (responsabile del SIA di UniCa), che ha illustrato i servizi del SIA, il ruolo quotidiano di sensibilizzazione sull’approccio dinamico della disabilità e sull’utilizzo delle parole corrette, anche attraverso la creazione di incontri ed eventi di valorizzazione e narrazione dei percorsi di inclusione.

L’evento, che ha visto la moderazione di Daniela Paba e l’interpretariato LIS di Luciana Ledda, è stato anche occasione per presentare – in anteprima nazionale – il volume “Donne, disabilità e media, parole vs barriere” curato dall’associazione che ripercorre, attraverso il contributo di ventiquattro tra professioniste e professionisti, gli elementi che incidono a più livelli su un racconto della disabilità ancora influenzato da stereotipi e pregiudizi. 

La giornata si è svolta con il patrocinio di: Ordine dei Giornalisti della Sardegna, Associazione Stampa Sarda, Unione Stampa Sportiva, Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Cagliari, UIL il sindacato delle persone e con il contributo della Fondazione di Sardegna.

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