Nuova scoperta nel campo della fisica delle particelle

Lo studio è stato coordinato da due docenti dell'Università di Cagliari

31 Luglio 2025
3 minuti di lettura
Laboratorio CERN

Una nuova scoperta dell’esperimento LHCb, attivo al CERN di Ginevra, ha portato all’osservazione di un rarissimo tipo di decadimento di una particella subatomica chiamata barione sigma-plus (Σ⁺). Il fenomeno, previsto dal Modello Standard della fisica delle particelle, è talmente raro da avere una probabilità di accadere pari a una su cento milioni.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Physical Review Letters, è stato coordinato da Francesco Dettori, professore associato di Fisica sperimentale all’Università di Cagliari e associato INFN, e da Francesca Dordei, docente di ricerca di nuova fisica oltre il modello standard alla magistrale di Fisica e ricercatrice dell’INFN – Sezione di Cagliari, in collaborazione con la sezione INFN di Perugia e l’Università di Santiago de Compostela.

Il decadimento osservato – che trasforma un barione Σ⁺ in un protone, un muone e un antimuone – rappresenta il decadimento più raro mai misurato per questo tipo di particella. I dati raccolti confermano in modo estremamente preciso le previsioni del Modello Standard, la teoria che descrive tre delle quattro forze fondamentali della natura e le particelle che le trasportano.

“Il Modello Standard è oggi la teoria più solida e verificata della fisica delle particelle – spiega Francesca Dordei – ma non riesce ancora a spiegare fenomeni osservati nell’universo, come la materia oscura o il predominio della materia sull’antimateria. Per questo è importante esplorare anche i processi più rari: potrebbero contenere indizi di nuove leggi della fisica”.

L’analisi si è basata su una mole di dati immensa: circa cento milioni di miliardi di collisioni tra protoni raccolte da LHCb tra il 2016 e il 2018. Grazie anche all’uso di tecniche avanzate di machine learning, è stato possibile isolare e studiare circa 250 casi compatibili con il decadimento raro del barione Σ⁺.

“Siamo riusciti a osservare con grande chiarezza un fenomeno previsto dalla teoria ma mai confermato sperimentalmente – sottolinea Francesco Dettori –. È un risultato importante, che rafforza la validità del Modello Standard e dimostra quanto sia ancora efficace cercare segnali di nuova fisica attraverso i decadimenti rari. Esistono molte teorie che estendono il Modello Standard – conclude Dettori – ma non sappiamo quale, se qualcuna, si rivelerà corretta. È per questo che serve una strategia ampia, capace di cogliere ogni possibile segnale fuori dal previsto”.

Le prime indicazioni dell’esistenza di questo decadimento risalgono a vent’anni fa, ma i dati dell’epoca non erano sufficienti a confermarlo. Ora, grazie alla sensibilità e precisione dell’esperimento LHCb, il processo è stato finalmente verificato.

Il gruppo di ricerca dell’Università di Cagliari e dell’INFN Cagliari – attivo nella collaborazione LHCb fin dal 1998 – continuerà a contribuire in prima linea alla ricerca internazionale sui decadimenti rari, uno dei canali più promettenti per esplorare i confini della fisica conosciuta.

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