Martedì scorso è stata inaugurata a Monserrato la mostra fotografica “Nel cuore del benessere, un’esperienza UNICA”, realizzata nell’ambito del progetto internazionale Erasmus+ HEARTS, dedicato alla promozione del benessere mentale nel contesto universitario.
L’iniziativa è il frutto di un intenso lavoro di ricerca e partecipazione portato avanti nei mesi scorsi, in particolare all’interno della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Cagliari, con il coinvolgimento attivo di circa 60 partecipanti tra studenti, docenti e personale amministrativo. Attraverso focus group, incontri e attività laboratoriali, i partecipanti hanno esplorato i fattori che influenzano il benessere nella vita accademica, mettendo in luce sia criticità che punti di forza.
Cuore del percorso è stato l’utilizzo del photovoice, un metodo di ricerca qualitativa che unisce fotografia e riflessione personale per raccontare esperienze e bisogni. I partecipanti hanno rappresentato visivamente, con immagini simboliche accompagnate da didascalie, le proprie percezioni e vissuti legati alla salute mentale nel mondo universitario. Le fotografie esposte in mostra sono proprio quelle scattate durante le attività del progetto e offrono uno sguardo autentico e partecipato sul benessere accademico. Alcune di queste immagini sono state condivise con la comunità accademica anche grazie alla disponibilità della prof.ssa Carucci, presente all’inaugurazione.
La sperimentazione del photovoice rappresenta il contributo dell’Università di Cagliari al progetto HEARTS, che vede la partecipazione di diversi atenei europei: Università di Barcellona (capofila), Università di Malta, Università di Lisbona, Università di Torino, oltre all’Ateneo cagliaritano.
Uno degli obiettivi principali di HEARTS è la diffusione, attraverso i canali istituzionali dell’università – come il sito web e i social media – dei risultati e delle tappe del progetto, per sensibilizzare e promuovere una maggiore attenzione al benessere mentale nella comunità accademica.
La mostra rappresenta non solo una testimonianza visiva potente e partecipata, ma anche un punto di partenza per riflessioni e azioni concrete volte a costruire un ambiente universitario più sano, inclusivo e consapevole.


