Lessico e parole della Prima Repubblica: a Cagliari un convegno tra storia, politica e comunicazione

Presentato uno studio che analizza il lessico della Prima Repubblica

25 Maggio 2026
4 minuti di lettura
Convegno lessico Prima Repubblica

Il lessico della politica come chiave per comprendere la storia della Prima Repubblica italiana. È questo il tema al centro del convegno “Lessico e parole della «Prima Repubblica»”, ospitato nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Cagliari, che ha riunito studiosi di storia, linguistica e comunicazione politica in un confronto interdisciplinare dedicato all’evoluzione del linguaggio pubblico nell’Italia repubblicana.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del Rettore Francesco Mola, che ha sottolineato il valore scientifico e culturale dell’iniziativa, evidenziando in particolare la presenza del professor Cosimo Ceccuti, già docente del Cesare Alfieri di Firenze e oggi presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia. Il Rettore ha inoltre ricordato il legame già consolidato tra Ceccuti e l’Ateneo cagliaritano, dove aveva inaugurato l’Anno accademico 2023, richiamando la continuità di un dialogo scientifico di grande rilievo.

Cuore dell’incontro è stata la relazione dedicata a Giovanni Spadolini e alla nascita del primo governo laico della Repubblica. L’intervento ha ricostruito il significato storico e istituzionale di quella esperienza politica, mettendo in evidenza il ruolo della cultura, della comunicazione e del linguaggio nella definizione di una nuova stagione repubblicana.

Ampio spazio è stato dedicato alla tavola rotonda sul lessico politico della Prima Repubblica, affrontato da prospettive differenti ma complementari. Tra gli interventi più innovativi, quello di Giulia Contu, che ha presentato uno studio dedicato al linguaggio di Enrico Berlinguer attraverso strumenti di analisi computazionale e intelligenza artificiale.

La ricerca, intitolata “Il linguaggio di Enrico Berlinguer. Un’analisi computazionale del discorso politico (1973–1984)”, è stata realizzata da Marco Ortu, Luca Frigau, Giulia Contu, Ignazio Putzu, Marco Pignotti, Gianluca Scroccu e Francesco Mola. Lo studio ha preso in esame 26 discorsi del leader del Partito Comunista Italiano, per un totale di circa 118 mila parole, concentrandosi sui temi dell’eurocomunismo, del compromesso storico e della questione morale.

Abbiamo avviato una collaborazione particolare tra il gruppo di lavoro di statistica, gli storici e il professor Ignazio Putzu come filologo e glottologo, mettendo insieme tre prospettive e metodologie diverse per analizzare discorsi di personalità che hanno segnato la storia- ha spiegato Mola.- La nostra indagine è partita con gli scritti di Enrico Berlinguer e prosegue con la figura di Spadolini nel specifico periodo della prima presidenza del Consiglio. Quest’attività punta a mostrare che ogni innovazione tecnologica attecchisce in un ambiente culturale fertile. 

Attraverso tecniche di text mining, topic modeling e sentiment analysis, i ricercatori hanno ricostruito l’evoluzione del vocabolario berlingueriano nel corso degli anni. Nei discorsi della prima metà degli anni Settanta prevalgono riferimenti internazionali e geopolitici, con termini come “Vietnam”, “imperialismo” e “coesistenza”, mentre negli anni Ottanta emergono parole legate alla dimensione interna e morale della politica, come “corruzione”, “questione morale” e “lavoro”.

Lo studio ha inoltre individuato tre grandi fasi del discorso politico di Berlinguer: la fase della “democrazia difensiva” dopo il golpe cileno del 1973, quella dell’“alleanza strategica” del compromesso storico e infine la stagione della critica morale nei confronti del sistema politico italiano.

Dal punto di vista emotivo, l’analisi ha mostrato un registro dominato da tristezza e rabbia, interpretato come una combinazione tra diagnosi critica della realtà e capacità di mobilitazione politica. Significativa anche l’evoluzione del tema femminile: il termine “donna”, inizialmente marginale nei discorsi, assume progressivamente una posizione centrale nel lessico politico berlingueriano.

Nel corso della tavola rotonda, Paolo Orrù ha approfondito le trasformazioni semantiche e retoriche del linguaggio politico italiano, soffermandosi in particolare su un celebre intervento di Aldo Moro al Congresso di Napoli del 1961. Gianluca Scroccu ha invece analizzato il linguaggio “pop” del Presidente della Repubblica Sandro Pertini, inserendolo nel contesto della storia politica contemporanea.

A coordinare il confronto è stato Marco Pignotti, che ha guidato il dibattito soffermandosi sul rapporto tra stile politico e comunicazione giornalistica, con particolare attenzione alla figura di Spadolini.

L’iniziativa ha così valorizzato un approccio pienamente interdisciplinare, capace di integrare metodi quantitativi, analisi linguistica e ricostruzione storica. Ne è emerso un quadro articolato in cui il lessico della Prima Repubblica si conferma uno strumento essenziale per comprendere l’evoluzione della cultura politica italiana e i cambiamenti del dibattito pubblico nel secondo dopoguerra

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