L’arte e l’architettura nella preistoria della Sardegna – in particolare le domus de Janas, ma anche i circoli megalitici, i menhir e gli altari – candidate a diventare patrimonio dell’UNESCO 2025. È l’unica candidatura italiana di quest’anno, a luglio è atteso il responso.
Il percorso, lungo e articolato, avviato nel 2021, vede coinvolta l’Università di Cagliari che ha siglato un accordo con il CESIM Sardegna per sostenere sul piano scientifico il progetto. Gli studi per la costruzione del dossier di candidatura – in particolare le parti riguardanti la conservazione, il restauro e il monitoraggio – sono stati sviluppati dal dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e architettura e dal dipartimento di Lettere, lingue e beni culturali. Importante anche il contributo delle scuole di specializzazione in Beni architettonici, del paesaggio e Beni archeologici.
Lunedì 9 giugno un seminario alla Cittadella dei Musei ha fatto il punto sul processo di candidatura e sulle problematiche di altri casi italiani dai quali il sito sardo può trarre insegnamenti e buone pratiche. Sono intervenuti il prorettore vicario Gianni Fenu, la vicepresidente CESIM Barbara De Nicolo, il referente dell’Ufficio Unesco del Ministero della Cultura Laura Acampora, il direttore del parco archeologico di Tarquinia e Velletri Vincenzo Bellelli. La giornata è stata curata da Riccardo Cicilloni, Giovanna Concu e Donatella Rita Fiorino.
Per l’occasione, nella sala mostre temporanee della Cittadella dei Musei, è stata anche inaugurata una mostra che racconta i 26 siti dislocati sul territorio regionale candidati a rappresentare l’arte e l’architettura nella preistoria della Sardegna. L’allestimento, realizzato con i fondi della Regione Sardegna, è visitabile fino al 13 luglio dal martedì alla domenica con orario 10-18.
Nella galleria fotografica alcuni momenti della giornata del 9 giugno.






