Il benessere mentale nel contesto universitario, inteso come risorsa per lavorare e studiare con serenità e motivazione, è stato il filo conduttore del progetto europeo Erasmus+ Hearts promoting mental health together, finanziato dall’Unione Europea e giunto ieri alla conclusione con la conferenza “Nel cuore del Benessere, un’esperienza UniCa”, nell’Aula magna della facoltà di medicina e chirurgia.
L’iniziativa, durata due anni e condotta in Ateneo dal dipartimento di scienze mediche e sanità pubblica, si è svolta in parallelo con l’università capofila di Barcellona, con gli atenei di Malta, Lisbona e Torino in collaborazione con il teatro sociale di comunità e con lo IUHPE, associazione internazionale dedicata alla promozione della salute. Obiettivo comune, analizzare i rischi che sempre più gravano sul benessere mentale di chi studia e lavora in ambito accademico, come l’ansia crescente e la depressione, e mettere a punto delle strategie per prevenirli e fronteggiarli.
Durante la fase di ricerca, sessanta tra studentesse e studenti, personale docente e tecnico amministrativo e bibliotecario hanno partecipato a percorsi formativi di otto ore, condividendo i propri bisogni, le proprie idee e difficoltà tramite la metodologia di ricerca-azione del photovoice, utile a far emergere tutti gli elementi che favoriscono oppure ostacolano il benessere in Ateneo. Un percorso tradotto in una mostra fotografica e narrativa che punta a dare continuità alla riflessione, allestita sempre alla Cittadella e prossima a essere replicata all’Università di Barcellona, in occasione dell’evento conclusivo del progetto all’inizio di dicembre.



In chiusura di giornata, una tavola rotonda condotta da docenti e studenti sui temi cardine del benessere mentale nel contesto universitario, dalla valorizzazione degli spazi accademici alla gestione della leadership, dall’importanza delle dimensione relazionale e del senso di appartenenza fino alle criticità dei meccanismi burocratici.
Paolo Contu, presidente della facoltà di Medicina e chirurgia
“Questo progetto riveste un particolare valore per la nostra facoltà, che riguarda anche le scienze della salute e del benessere nel senso moderno del termine. Con l’associazione IUPHE si sta lavorando alla creazione di reti accademiche, con l’obiettivo di rendere le università promotrici di salute. Oggi quindi si conclude un percorso, che in realtà è un punto di partenza.
Sulle finalità e modalità operative di Hearts abbiamo intervistato Claudia Sardu e Alessandra Mereu, docenti del dipartimento di scienze mediche e sanità pubblica e referenti scientifiche UniCa del progetto.
