La gestione sostenibile delle risorse naturali

Un corso ha fatto il punto sui ecosistemi delle lagune costiere

21 Maggio 2025
2 minuti di lettura

Conservazione della biodiversità, uso sostenibile delle risorse naturali e benessere delle comunità locali: sono questi i temi al centro del corso intensivo “Monitoring transitional environments: biodiversity, habitats and ecosystem services”, che si è svolto a Cagliari.

L’iniziativa, promossa nell’ambito del Blended Intensive Programme (BIP) Erasmus e coordinata dall’Università degli Studi di Cagliari, ha posto l’attenzione sugli ecosistemi delle lagune costiere, utilizzando come aree di studio l’Orto Botanico-HBK dell’Università, la laguna di Santa Gilla, il Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline e il Centro di Ricerca e CEAS – Laguna di Nora.

Il corso è stato ideato e condotto dai botanici dott. Mauro Fois e dott.ssa Alba Cuena Lombrana, con la collaborazione della prof.ssa Michela Marignani. Il programma ha offerto un approccio formativo integrato, che ha unito approfondimenti teorici ad attività pratiche sul campo, con l’obiettivo di fornire competenze nel monitoraggio di specie, habitat e servizi ecosistemici attraverso esercitazioni guidate e valutazioni in situ.

Uno degli elementi più distintivi del corso è stata la forte componente esperienziale, che ha permesso agli studenti di:

  • incontrare i pescatori locali, veri custodi delle tradizioni e delle conoscenze legate agli ambienti lagunari;
  • visitare musei, centri di recupero della fauna marina e altre realtà territoriali impegnate nella tutela dell’ambiente;
  • dialogare con i gestori delle aree protette e dei siti visitati, approfondendo strategie, sfide e buone pratiche nella gestione quotidiana degli ecosistemi di transizione.

Il corso era rivolto a studenti dei corsi di laurea triennale e magistrale in Biologia e Scienze Naturali, nonché a dottorandi del programma in Scienze e Tecnologie della Terra e dell’Ambiente.

La partecipazione di studenti e docenti provenienti da diverse università europee – Università di Patrasso (Grecia), Università di Malaga (Spagna), Università del Litorale (Slovenia) – insieme a quelli dell’Ateneo cagliaritano, ha arricchito ulteriormente l’esperienza, conferendole una dimensione internazionale e multidisciplinare.

Un’opportunità preziosa per sperimentare sul campo metodi innovativi di monitoraggio ambientale e riflettere, anche grazie al confronto diretto con le comunità locali, su come costruire una relazione più sostenibile, collaborativa ed educativa con gli ecosistemi naturali.

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