Tra i premiati della sesta edizione del premio di giornalismo “Gianni Massa” organizzato dal Corecom Sardegna e rivolto al mondo dell’informazione, dell’università e della scuola, figurano anche sei tra studenti e studentesse dell’Ateneo
Samuele Ambu (corso di laurea triennale in Scienze della Comunicazione), Giulia Maria Frailis (corso di laurea magistrale in Innovazione Sociale e Comunicazione), Ilaria Lecca (corso di laurea magistrale in Giornalismo e informazione web), Francesca Pilia (corso di laurea magistrale in Giurisprudenza), Nicoletta Podda e Ilaria Vargiu (Corso di laurea magistrale in Giurisprudenza) sono stati premiati nel corso della cerimonia organizzata nella sala Transatlantico del Consiglio regionale.
Il filo conduttore delle loro tesi di laurea è la violenza nella rappresentazione mediatica, tema scelto per questa edizione.



Quattro i premi principali, con le seguenti motivazioni:
Ilaria Lecca, “Dal delitto del Circeo al caso Cecchettin: il peso delle parole nella narrazione giornalistica italiana”
Per aver analizzato con sensibilità, rigore e consapevolezza critica il ruolo del linguaggio giornalistico nella rappresentazione della violenza di genere, mostrando come le parole possano influenzare profondamente la percezione pubblica delle vittime e dei fenomeni sociali. La tesi si distingue per l’attenzione etica e civile con cui affronta il tema del femminicidio e della responsabilità dei media nel contrasto agli stereotipi e alla vittimizzazione secondaria.
Francesca Pilia, “Diritto di cronaca e processo mediatico nell’era digitale: quale bilanciamento?”
Per aver esplorato criticamente il fenomeno patologico del processo mediatico, inteso non solo come distorsione informativa, ma come vera e propria forma di violenza nella rappresentazione dell’individuo. La tesi promuove la consapevolezza civica del processo giudiziario, come strumento giuridico votato all’accertamento della verità e alla riaffermazione del primato della dignità umana sulla velocità dell’algoritmo.
Nicoletta Podda, “La narrazione del femminicidio sui social media delle testate giornalistiche italiane: strategie linguistiche tra informazione e polarizzazione”
Per aver sviluppato un’analisi approfondita e attuale sul rapporto tra femminicidio, giornalismo e social media, evidenziando con rigore critico le strategie narrative attraverso cui l’informazione contribuisce a costruire la percezione pubblica della violenza di genere. La tesi si distingue per la capacità di coniugare riflessione linguistica, attenzione etica e analisi dei media digitali, offrendo un contributo significativo alla comprensione del ruolo del giornalismo nella formazione culturale e sociale contemporanea.
Ilaria Vargiu, “Violenza politica di genere: una comparazione tra Italia e Messico”
Per aver approfondito sotto il profilo giuridico una categoria non comune: la violenza politica di genere, con l’obiettivo di portarla all’attenzione del dibattito scientifico. La tesi si distingue per aver evidenziato criticamente, in forma comparata, come la delegittimazione sia uno strumento che scoraggia la partecipazione politica delle donne e perpetra la secolare dicotomia tra sfera pubblica e privata, ove gli uomini sarebbero protagonisti nella prima e le donne confinate nella seconda.
Di seguito i due premi secondari, con le rispettive motivazioni:
Samuele Ambu, titolo della tesi “Rap, Media e Giovani Nell’Era Digitale”
Per la capacità di affrontare con rigore critico e sensibilità il tema della violenza e della sua rappresentazione nei media contemporanei, analizzando il rapporto tra musica rap, giovani e narrazioni mediatiche senza cedere a semplificazioni o stereotipi. La tesi si distingue per l’attenzione al contesto culturale e digitale in cui tali fenomeni si sviluppano, offrendo uno sguardo equilibrato e approfondito su un tema di grande rilevanza sociale.
Giulia Maria Frailis, “Tra Informazione e Spettacolarizzazione: come si è evoluta la narrazione dei femminicidi nei media tradizionali e digitali”
Per aver analizzato con profondità critica l’evoluzione della narrazione mediatica dei femminicidi, mettendo in luce il passaggio dall’informazione alla spettacolarizzazione nei media tradizionali e digitali. La tesi si distingue per l’attenzione al linguaggio giornalistico, ai processi di costruzione della notizia e al ruolo dei social media nella formazione dell’opinione pubblica, offrendo una riflessione attuale e consapevole sulle responsabilità dell’informazione nella rappresentazione della violenza di genere.
Nella sezione “giornalismo” il premio è andato alla condirettrice del Tg di Videolina, Simona De Francisci mentre, Giacomo Serreli, uno dei protagonisti della nascita delle tv private in Sardegna, è stato consegnato il premio alla carriera. Riconoscimenti anche per Fausto Orrù, direttore della testata online Sangavinomonreale.net, nella sezione “stampa e web” e, nella sezione “giornalismo per immagini”, primo premio per il regista di Tcs Massimo Sulis per uno spot televisivo sul tema della violenza di genere.
Per le scuole, nuovo riconoscimento per gli alunni dell’Istituto Primo Levi di Quartu Sant’Elena, guidati dal professor Emanuele Impoco, che si sono aggiudicati il primo premio per un podcast dedicato al tema “violenza e media”.
Alla cerimonia hanno preso parte il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, il presidente del Corecom, Mario Cabasino, e i familiari del giornalista Gianni Massa.
Il presidente del Corecom, dopo aver ringraziato in particolar modo le scuole e le università, ha rivolto lo sguardo al futuro annunciando il tema dell’edizione 2027 che sarà dedicato agli 80 anni della Repubblica e al diritto di voto delle donne.
