Generative Habitat: al MUACC il racconto di dodici anni di esperienze di Unica Space Force

Una mostra, visitabile fino al 6 ottobre, racconta il percorso del laboratorio didattico nato nel 2012

27 Luglio 2026
4 minuti di lettura
Credits Cédric Dasesson

Un viaggio lungo quattordici anni tra architettura, formazione e rigenerazione dei luoghi. È “Generative Habitat – Unica Space Force: esperienze 2012–2026”, la mostra inaugurata venerdì 24 luglio al MUACC – Museo Universitario delle Arti e delle Culture Contemporanee dell’Università degli Studi di Cagliari, che fino al 9 ottobre 2026 presenta princìpi, progetti ed esperienze maturate nell’ambito del laboratorio didattico e di ricerca della Scuola di Architettura del DICAAR.

La giornata inaugurale si è aperta nell’Aula Magna Gaetano Cima di via Corte d’Appello con gli interventi di Carlo Atzeni e Ivan Blečić, curatori e coordinatori del progetto, che hanno presentato il percorso di Unica Space Force e il tema degli Habitat Generativi. Sono seguiti i contributi di Carles Crosas Armengol dell’ETSAB – Universitat Politècnica de Catalunya, Edoardo Currà dell’Università di Roma La Sapienza, Sebastián Irarrázaval della Pontificia Universidad Católica de Chile, Simona Campus e Pamela Ladogana dell’Università degli Studi di Cagliari.

Alla presentazione hanno partecipato anche il Magnifico Rettore Francesco Mola e il Direttore Generale dell’Ateneo Aldo Urru prima dell’inaugurazione ufficiale dell’esposizione negli spazi del MUACC.

Al centro della mostra il concetto di Habitat Generativo, inteso come insieme di dispositivi architettonici capaci di stimolare la trasformazione di spazi pubblici abbandonati o sottovalutati, facendo emergere potenzialità inespresse e ampliandone le possibilità di utilizzo attraverso configurazioni temporanee, adattabili e capaci di evolvere nel tempo.

È questo l’approccio di Unica Space Force, un’esperienza che coinvolge studenti, docenti e ricercatori dell’Università di Cagliari nella progettazione e realizzazione di interventi in contesti urbani e rurali. Attraverso pratiche integrate di pensiero e azione, laboratori di progetto e attività di autocostruzione, il progetto punta a rendere gli spazi collettivi più vivibili, inclusivi e capaci di generare nuove relazioni.

Nata nel 2012, Unica Space Force rappresenta un modello didattico innovativo che affianca ai laboratori ordinari un’esperienza intensiva sul campo, con gli stessi obiettivi formativi ma con la possibilità per gli studenti di seguire concretamente tutte le fasi del processo progettuale, dalla concezione alla realizzazione di piccoli manufatti e installazioni in scala.

La prima esperienza prende forma sul Monte Arci, coinvolgendo cinque Comuni che ospitano l’ArchiLab. In quell’occasione vengono realizzate le prime “stanze di paesaggio”, dispositivi architettonici pensati per interpretare e valorizzare il territorio. Il progetto coinvolge dodici scuole di Architettura e circa cento studenti, ospitati dalle comunità locali: un modello che si dimostra efficace e che viene sviluppato negli anni successivi attraverso nuove sperimentazioni e collaborazioni.

La metodologia di lavoro si fonda su un percorso intensivo: cinque giorni di pensiero e progettazione e cinque giorni di autocostruzione, accompagnati da attività formative specifiche. Un’esperienza che consente agli studenti di acquisire competenze progettuali e tecniche, ma anche di confrontarsi con il valore sociale dell’architettura e con il rapporto diretto tra luoghi e comunità.

Nel solco di questa esperienza nasce nel 2023 UniCaSA, progetto che riprende il modello di Unica Space Force e lo applica alla valorizzazione degli spazi universitari. L’iniziativa, sostenuta dall’Ateneo con un investimento di 165 mila euro, ha previsto inizialmente sei episodi, poi ampliati a dodici, con il coinvolgimento di diversi dipartimenti dell’Università di Cagliari.

La mostra “Generative Habitat” restituisce così il percorso di un progetto che mette al centro la cura degli spazi e la capacità dell’architettura di adattarsi, trasformarsi e generare nuove possibilità di utilizzo. Un invito a guardare ai luoghi come organismi aperti, costruiti attraverso il dialogo tra progettazione, ambiente e partecipazione.

L’esposizione, visitabile fino al 9 ottobre, è accompagnata dal catalogo e dal manifesto “Elogio all’imprecisione”, che racchiude la filosofia di Unica Space Force: valorizzare la sperimentazione, il processo e la capacità di accogliere l’imprevisto come parte integrante della progettazione contemporanea.

Foto Cédric Dasesson

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