Si è conclusa con grande partecipazione la seconda giornata del 21° Convegno nazionale promosso dall’Associazione Italiana Formatori (AIF), appuntamento che ritorna a Cagliari dopo 13 anni e che è diventato un momento di confronto tra esperti, dirigenti e rappresentanti delle istituzioni sui temi dell’innovazione e della formazione nel settore pubblico.
Al centro dei lavori del secondo giorno, ospitati nell’Aula Magna del Rettorato, l’importanza di una formazione di alto livello come leva strategica per il rinnovamento e l’efficienza della Pubblica Amministrazione. Un tema sempre più centrale in un contesto in cui le sfide della digitalizzazione, della semplificazione normativa e dell’evoluzione dei bisogni dei cittadini, impongono competenze aggiornate e visione strategica.
Particolarmente atteso è stato l’intervento del Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, che ha voluto sottolineare il ruolo cruciale della formazione continua per i dipendenti pubblici:
“Ho un’autentica ossessione per la formazione, perché ho imparato quanto sia fondamentale per affrontare consapevolmente il mondo che cambia intorno a noi. Oggi più che mai, formazione significa sopravvivenza: nell’era dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione, non investire nella crescita delle competenze è un suicidio organizzativo. Quando sono diventato Ministro, ho scoperto che nella PA si facevano appena 6 ore di formazione all’anno: inaccettabile. Per questo ho introdotto l’obbligo minimo di 40 ore, e lo considero appena un punto di partenza. Chi dirige deve capire che formare significa guidare. La stabilità del lavoro non dipende più solo dal contratto, ma dal valore che ciascuno porta. Abbiamo bisogno di una PA che dialoga col privato, con l’università, con i territori, per costruire percorsi formativi condivisi, moderni e realmente utili. È finito il tempo della formazione autoreferenziale. Solo aprendo il confronto e abbandonando le vecchie logiche potremo trasformare la PA in un luogo desiderabile in cui lavorare e capace di affrontare le sfide del futuro.”

La giornata è stata aperta dall’intervento del Magnifico Rettore, Francesco Mola, che ha sottolineato l’impegno dell’Università di Cagliari nel creare progetti e iniziative che prevedano una formazione sempre più attenta alle sfide del futuro, sia per i dipendenti che per la comunità accademica.
“L’Università è, da sempre, un presidio di alta formazione. Oggi, in un’epoca segnata da profonde trasformazioni tecnologiche, è fondamentale che anche la formazione evolva con la stessa rapidità. Dobbiamo saper cogliere appieno le opportunità offerte da strumenti come il machine learning e l’intelligenza artificiale, per non lasciare indietro nessuno e colmare il divario digitale prima che si allarghi.”
La giornata ha visto alternarsi interventi di rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e dell’università, che hanno dato il loro contributo sull’importanza del valore della formazione come strumento di crescita professionale.
Alla giornata ha preso parte la Presidente AIF, Beatrice Lomaglio, Tullio Garau, Presidente dell’Ordine psicologi Sardegna, Maria Elena Motzo, Assessora agli Affari generali della Regione Sardegna e Massimo Zedda, Sindaco di Cagliari.
La giornata proseguirà nel pomeriggio con la cerimonia di consegna del Premio “Filippo Basile”, in memoria del dirigente siciliano vittima della mafia.
Il convegno si concluderà domani con una visita all’Orto Botanico e al Museo archeologico di Cagliari.




