Una giornata dedicata al confronto nei tavoli operativi per definire strategie condivise e attività da sviluppare in modo sinergico tra istituzioni, università e sistema produttivo.
Questo l’obiettivo della Conferenza regionale per le politiche del lavoro, iniziativa organizzata dall’Assessorato regionale al lavoro, alla quale ha preso parte anche l’Università di Cagliari
Il Rettore Francesco Mola, intervenuto nel panel dal titolo “Presente e futuro della formazione professionale in Sardegna” ha messo in evidenza quanto la formazione professionale, sia uno degli anelli di una catena molto più ampia, che deve tenere insieme istruzione, lavoro e prospettive di sviluppo.
Nel suo intervento Mola ha sottolineato quindi l’importanza di una formazione che si affianchi a politiche del lavoro mirate e lungimiranti:
I dati sull’istruzione, ha dichiarato Mola, restituiscono un quadro critico. L’Italia si colloca in Europa appena davanti alla Romania per numero di laureati e la Sardegna registra il tasso più basso di transizione dalla scuola superiore all’università, oltre a uno dei numeri più ridotti di laureati. Indicatori che impongono una riflessione profonda: non è sufficiente intervenire esclusivamente sulla formazione di alto livello, ma è necessario agire parallelamente sulla crescita del sistema produttivo e sulle opportunità concrete nel mondo del lavoro.
Investire in percorsi formativi di eccellenza, senza una corrispondenza reale nel mercato del lavoro con figure di management e imprenditorialità qualificata, rischia di produrre uno squilibrio. Anche la formazione professionale, pur essendo fondamentale, presenta criticità, come il rischio di iperspecializzazione: al mutare delle condizioni economiche e produttive, le competenze troppo settoriali possono limitare le possibilità di reinserimento lavorativo. In questo senso, la formazione professionale risulta davvero efficace solo se inserita in una prospettiva di long life learning, basata su aggiornamenti continui e su percorsi che permettano alle persone di crescere e adattarsi nel tempo.
Serve dunque lavorare sull’intera filiera, con un approccio “a ventaglio” che non escluda nessun livello. In questa direzione si muove anche l’Università di Cagliari, che ha attivato lauree professionalizzanti e sta investendo in percorsi che combinano formazione accademica e esperienza diretta in azienda: 18 mesi in università e 18 mesi in contesti produttivi, con l’obiettivo di preparare i giovani a ricoprire posizioni di responsabilità e di alto livello. È quindi indispensabile – ha proseguito il Rettore – un gioco di squadra tra tutte le istituzioni coinvolte e un ragionamento condiviso in termini di filiera. Il nodo centrale non è la qualità degli studi, ma ciò che accade dopo: la prospettiva offerta a chi conclude il proprio percorso formativo.
Le politiche e le azioni da mettere in campo – ha quindi concluso Mola – devono essere orientate a contrastare la fuga dei giovani e a costruire opportunità reali nei territori. Occorre immaginare l’intera “piramide del lavoro”, non solo singole parti, partendo proprio dalla formazione e accompagnandola con una visione di lungo periodo capace di sostenere sviluppo, occupazione e coesione sociale.




