Un’opportunità di crescita e arricchimento interiori, un’immersione in culture e paesaggi diversi dove la formazione va di pari passo con la socializzazione e la scoperta. Quale sia il paese di destinazione e la durata, un periodo di studio o tirocinio all’estero s’imprime in modo indelebile nella carriera universitaria e nella vita, con il suo bagaglio di competenze, emozioni e relazioni.
Tutta la ricchezza di quest’esperienza è emersa ieri, durante l’Erasmus Christmas Day, l’evento di fine anno dedicato alla mobilità internazionale organizzato dall’ufficio Ismoka nell’Aula Magna della facoltà di ingegneria e architettura.
L’entusiasmo, gli aneddoti sulle piccole difficoltà quotidiane, la gratitudine per quanto vissuto hanno attraversato i racconti e i videomessaggi di studenti e studentesse, ma anche di docenti e personale tecnico amministrativo e bibliotecario che hanno potuto usufruire dei tanti bandi attivati dall’Ateneo.
Nell’anno 2024/2025, sono stati 700 gli studenti e le studentesse giunti in Ateneo per un periodo di studio o di tirocinio. Poco superiore il numero di studentesse e studenti di UniCa che hanno scelto un’esperienza di studio (552) e tirocinio (218) all’estero. Circa cinquanta docenti e oltre cento rappresentanti membri del personale tecnico, amministrativo e bibliotecario hanno intrapreso un percorso formativo in un paese europeo o extraeuropeo. La Spagna è il paese scelto più spesso, tre mesi la durata media del soggiorno.






Numeri e dati che rappresentano ciascuno una storia straordinaria, legata a percorsi di studio e tirocinio tradizionali, ma anche a progetti speciali dedicati a studenti e studentesse che vivono in zone e situazioni di svantaggio come Ettoumy Said, arrivato dal Marocco con il programma Formed e poi protagonista di un double degree completato in Svezia. Tra le opportunità, anche Generazione UniCa che offre borse di studio a studenti e studentesse con cittadinanza straniera discendenti di emigrati sardi. E che permette, come raccontato da Carla Onnis – padre sardo e madre argentina – di riallacciare i rapporti con la terra d’origine della sua famiglia.
Ad arricchire l’evento, alcuni intermezzi musicali interpretati da studenti e studentesse del Conservatorio ‘Pierluigi da Palestrina’ di Cagliari.
In chiusura, l’intervento in collegamento con l’Ucraina di Anna Polianska, dello staff dell’Ufficio Relazioni Internazionali della Zhytomyr Polytechnic State University, a voler ribadire una volta di più i valori di pace e fratellanza che l’esperienza di mobilità internazionale porta a cementare.
Alessandra Carucci, prorettrice per l’internazionalizzazione:
Le esperienze all’estero portano con sé nuove opportunità per la didattica e la ricerca, il nostro interesse è sempre promuovere scambi e offrire occasioni sempre nuove. L’Ateneo sta lavorando con grande impegno per offrire un ambiente sempre più internazionale, grazie anche ai corsi di laurea erogati interamente in lingua inglese e quelli che consentono il conseguimento del doppio titolo e quindi il riconoscimento di una laurea straniera.
