Domus de Janas diventano Patrimonio Mondiale Unesco

Prestigioso riconoscimento per il patrimonio artistico della Sradegna

15 Luglio 2025
3 minuti di lettura

Sabato 12 luglio, nel corso della 47° sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, tenutosi a Parigi, è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità il sito seriale “Funerary Tradition in the Prehistory of Sardinia – The domus de janas/ Tradizioni funerarie nella preistoria della Sardegna”, portano a 61 il numero dei siti italiani e confermando il primato dell’Italia quale nazione con il maggior numero di siti UNESCO nel mondo (link UNESCO World Heritage Centre – New Inscribed Properties (47COM).

Si tratta di un prestigioso riconoscimento per questo patrimonio artistico della Sardegna, rappresentato da 17 necropoli preistoriche della Sardegna di cui è stato riconosciuto il valore universale (OUV- Outstanding Universal Value) sulla base del criterio (III). Le domus de janas sono state definite dal Comitato come “una testimonianza unica ed eccezionale dell’evoluzione delle pratiche funerarie preistoriche e delle credenze spirituali delle comunità neolitiche e dell’età del rame della Sardegna”, rappresentando il più ampio e articolato corpus di tombe ipogeiche collettive del Mediterraneo occidentale.

La decisione del Comitato, che ha apprezzato la qualità scientifica del dossier, la coerenza della governance proposta e l’impegno dimostrato dall’Italia, rappresenta una base solida su cui costruire nuove strategie di tutela, ricerca e valorizzazione dell’intero patrimonio preistorico sardo. Alla costruzione del dossier che ha portato a questo importante riconoscimento ha contribuito anche l’Università di Cagliari, affiancando sul piano scientifico il Centro Studi Identità e Memoria (CESIM) e la Rete dei Comuni, con il coordinamento del Ministero della Cultura.  Il lavoro dei docenti e dei ricercatori di UNICA, condotto con costanza in particolare negli ultimi tre anni, si è concentrato sull’analisi e l’interpretazione del patrimonio, sulla valutazione dello stato di conservazione e la definizione degli indicatori di monitoraggio inclusi nel dossier di candidatura, fino al recente completamento del piano di tutela e conservazione per la programmazione degli interventi di restauro.

Il sostegno di UNICA al progetto è stato segnato dalla sottoscrizione di un apposito protocollo d’intesa con il CESIM Sardegna, oltre alle già attive collaborazioni portate avanti dal dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e architettura (DICAAR) e dal dipartimento di Lettere, lingue e beni Culturali che hanno visto dal 2022 ad oggi la realizzazione di seminari, workshop ed eventi nazionali e internazionali, oltre a diverse pubblicazioni scientifiche presentate in prestigiose sedi accademiche.

Per onorare l’importante traguardo raggiunto, la mostra dedicata a “L’arte e l’architettura nella preistoria della Sardegna”, inaugurata ufficialmente il 9 giugno presso la sala delle mostre temporanee della Cittadella dei Musei sarà prorogata fino a fine mese.

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