Dalla Palestina a Cagliari: UniCA come ponte di futuro e speranza

Otto tra studenti e studentesse arrivati grazie ai corridoi umanitari

16 Maggio 2026
2 minuti di lettura
Studenti e studentesse palestinesi
Studenti e studentesse palestinesi

Restituire un futuro e una speranza a chi, a causa della guerra, ha visto spegnersi i propri sogni e la propria serenità.

Grazie a un grande lavoro di coordinamento tra la CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), il Ministero degli Affari Esteri e il Ministero dell’Università e della Ricerca, sono arrivati a Cagliari, per studiare nella nostra Università, otto tra studenti e studentesse provenienti dalla Striscia di Gaza, a cui sarà offerta la possibilità di riprendere il proprio percorso universitario e costruire una nuova prospettiva di futuro dopo mesi segnati dalla guerra.

L’arrivo a Cagliari dei giovani e delle giovani palestinesi, rappresenta il risultato di un importante lavoro corale che ha visto il nostro Ateneo in prima linea, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, che ha messo a disposizione cinque borse di studio e grazie anche alle borse “Smile Now” finanziate dall’Università di Cagliari. Un impegno concreto per affermare il diritto allo studio anche nelle situazioni più drammatiche e offrire a questi giovani la possibilità di guardare al futuro con una nuova speranza.

Studenti Palestinesi con la Professoressa Carucci
Studenti Palestinesi con la Professoressa Alessandra Carucci

Abbiamo avuto la possibilità di intervistare, Saja Abumiddain e Yousef Dawoud Mona, che ai nostri microfoni hanno raccontato del loro arrivo in Sardegna e delle tante difficoltà vissute nel loro Paese. Dalle loro parole, tuttavia, emerge forte la volontà di trasformare il dolore vissuto in un percorso di crescita personale e culturale.

Gli studenti arrivati a Cagliari avranno ora il tempo necessario per ambientarsi, imparare la lingua italiana e inserirsi nella comunità universitaria prima dell’avvio del prossimo anno accademico. Il loro arrivo rappresenta non soltanto un gesto concreto di solidarietà internazionale, ma anche un’occasione di arricchimento umano e culturale per tutta la comunità.

Ai nostri microfoni Saja Abumiddain e Yousef Dawoud Mona e la Prorettrice all’Internazionalizzazione, Alessandra Carucci.

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