Una ricostruzione della rappresentazione scenica teatro greco, a partire dai grandi capolavori che la storia ha conservato e tramandato.
Su questo tema, esperti di tutta Italia si sono confrontati nel convegno internazionale “Page&Stage #2. Testi e performance del teatro greco antico”, ospitato dall’Università di Cagliari nell’aula Motzo della facoltà di studi umanistici e organizzato in collaborazione tra le atenei di Cagliari, Bari e Genova.
La due giorni, seconda tappa di un percorso di ricerca avviato nel 2019 all’Università di Bari, è inserita nel progetto PRIN 2022 “Laugh Tracks. Greek Comedy in Ptolemaic Egypt”, che si occupa di indagare sulla ricezione della produzione teatrale greca, e specificamente comica, nell’Egitto d’età ellenistica (IV-I a.C.) come forma di esaltazione e promozione della cultura greca in una terra straniera passato sotto il dominio macedone dopo le conquiste di Alessandro Magno.
Nel solco del progetto, il convegno ha riunito studiose e studiosi per discutere, attraverso casi di studio tratti dalla tragedia, dalla commedia e dal dramma satiresco un problema tanto complesso quanto affascinante: come ricostruire gli elementi della performance a partire dai testi che ci sono giunti.
“Per il nostro dipartimento, questo convegno riveste particolare importanza perché rappresenta il traguardo di un progetto di ricerca e ci offre l’occasione per condividere i risultati e confrontarci su quanto raggiunto”, ha detto in apertura di lavori Tiziana Pontillo, direttrice del dipartimento di lettere, lingue e beni culturali, nel portare i saluti del Magnifico Rettore, Francesco Mola, “alla base di questo studio ci sono tre scuole scientifiche distinte e questo rende ancora più rilevante l’appuntamento, anche come occasione di approfondimento per studentesse e studenti”.
“L’Università di Cagliari ha un’antica tradizione negli studi classici, nello specifico la cattedra di greco ha visto succedersi nomi illustri tra cui quello di Luigia Achillea Stella, prima docente ordinaria di greco in Italia”, ha ricordato Antonio Piras, referente del settore di antichistica del dipartimento di Lettere, lingue e beni culturali dell’Ateneo, “con questa consapevolezza, il nostro dipartimento intende portare avanti e potenziare il settore dell’antichistica. L’approfondimento del teatro tragico e comico si accorda con la storia della nostra facoltà, gli stessi programmi dei corsi di greco includono testi che sono autentiche palestre dal punto di vista linguistico, filologico e metrico”.
A illustrare il programma del convegno Liliana Lomiento, presidente della Consulta Universitaria del Greco (CUG), che ha sottolineato come l’analisi del testo teatrale non possa essere separata dalla sua rappresentazione scenica, dal movimento e dalle dinamiche corali.
Dai movimenti scenici nei Persiani di Eschilo, fino al ruolo del coro nell’Andromaca di Euripide passando per l’esecuzione delle commedie di Aristofane, il convegno ha fortificato la rete di collaborazione tra studiosi e studiose e offerto una visione multiprospettica, mostrando quanto gli studi sul greco possano rinnovarsi e trovare nuove vie di ricerca senza per questo rinunciare al rigore dell’analisi e della ricerca scientifica.
