Le trasformazioni che interessano la comunicazione sanitaria, i vantaggi e le insidie dietro l’avvento di social media e piattaforme digitali, le nuove responsabilità di pediatri e neonatologi, oggi chiamati non solo a garantire la migliore assistenza clinica ma anche a informare, educare e accompagnare le famiglie.
Da queste premesse è maturata la seconda edizione del convegno “Aggiornamenti in Pediatria: dai falsi miti alla buona comunicazione”, che a Villasimius ha riunito duecento professionisti e professioniste tra medici, specialisti, psicologi ed esperti per approfondire il ruolo della comunicazione scientifica nella pratica clinica e nella relazione con le famiglie.
L’introduzione, curata da Angelica Dessì, docente di pediatria di UniCa e presidente del congresso, e da Vassilios Fanos, già presidente onorario del congresso e docente di pediatria e direttore della terapia intensiva neonatale dell’AOU di Cagliari, ha aperto il dibattito su temi di grande attualità e di ampia portata.
Negli ultimi anni, infatti, la comunicazione in ambito sanitario ha vissuto un’autentica rivoluzione, per l’utilizzo sempre più radicato di social media e piattaforme digitali. Strumenti nuovi e preziosi, che rendono le informazioni accessibili in modo immediato e facilitano la diffusione di messaggi di prevenzione e la promozione di stili di vita corretti. Ma anche insidiosi, perché favoriscono la circolazione di fake news, contenuti privi di fondamento scientifico e fuorvianti, capaci di influenzare i comportamenti e le scelte sanitarie delle famiglie.



Da qui, l’urgenza di ridefinire il ruolo dei professionisti sanitari e rafforzare il rapporto di fiducia e il dialogo con pazienti e genitori. Oggi pediatri e neonatologi restano un fondamentale supporto dal punto di vista clinico, ma diventano anche punti di riferimento autorevoli in un contesto comunicativo sempre più complesso.
Il programma del convegno ha quindi affrontato numerosi temi di grande rilevanza, secondo un approccio interdisciplinare: dalle strategie di comunicazione nelle patologie croniche e genetiche ai disturbi del neurosviluppo e dell’alimentazione, fino al sostegno delle famiglie nei momenti più delicati dell’assistenza neonatale e pediatrica. Ampio spazio è stato dedicato anche all’utilizzo consapevole dei social media, alle nuove forme di divulgazione scientifica e all’analisi di strumenti concreti per comunicare in modo chiaro, corretto ed efficace.
Obiettivo finale, consolidare il ruolo del professionista sanitario come interlocutore credibile e porre le basi per una buona comunicazione, vista non soltanto come uno strumento di divulgazione, ma come una componente essenziale della cura, della prevenzione e dell’alleanza terapeutica tra medici e famiglie.
Abbiamo intervistato Angelica Dessì, docente di pediatria di UniCa e presidente del congresso, sui contenuti e sul programma della seconda edizione.
