Promuovere il dialogo con la società, interrogarsi sulle trasformazioni in atto e contribuire alla costruzione di comunità più inclusive e consapevoli: è in questa prospettiva che si inseriscono i due appuntamenti dedicati ai temi della città, dell’accoglienza e delle migrazioni universitarie. Due incontri distinti, per impostazione e organizzazione, ma accomunati dal ruolo dell’università come spazio di confronto pubblico e luogo di elaborazione del cambiamento culturale e sociale.
Lunedì pomeriggio, l’aula Motzo (campus Sa Duchessa) ha ospitato e co-organizzato con la Comunità di Sant’Egidio l’incontro “Le città hanno un’anima. Le sfide della pace e dell’accoglienza”. Si è trattato di un momento di riflessione dedicato al ruolo delle città e delle istituzioni nella promozione della convivenza, della solidarietà e della pace, con particolare attenzione ai contesti urbani contemporanei.

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali del Rettore dell’Università di Cagliari, Francesco Mola, seguiti dagli interventi di Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari, e di Emiliano Abramo, della Comunità di Sant’Egidio Sicilia. Il dibattito è stato moderato dalla giornalista Maria Chiara Cugusi, mentre le conclusioni sono state affidate a Gian Matteo Sabatino, responsabile della Comunità di Sant’Egidio Cagliari.
Ho dato fin da subito il via libera a una collaborazione tra l’Università di Cagliari e la Comunità di Sant’Egidio – ha detto il rettore Mola – all’interno di un quadro condiviso che consenta di dare continuità ai progetti. La domanda da cui partiamo è volutamente provocatoria: le città hanno un’anima? L’Ateneo è parte della rete delle Università per la pace e partecipa a un dottorato di interesse nazionale dedicato a questi temi, che sosteniamo anche attraverso borse di studio. In una fase storica segnata da conflitti sempre più estesi e complessi, l’accoglienza diventa uno degli strumenti più forti per affrontarli.
Alle ore 17 la discussione si è spostata a Sa Manifattura, dove si è tenuto il convegno “Migrazioni universitarie e dispersione scolastica. Analisi, trend e prospettive”, promosso dal Comitato Regionale Emigrazione e Immigrazione (CREI) dell’ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) in collaborazione con IARES (Istituto ACLI per la Ricerca e lo Sviluppo), con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna. Un appuntamento di carattere scientifico e politico-istituzionale, volto ad approfondire le dinamiche della mobilità studentesca, del diritto allo studio e della dispersione scolastica, temi centrali per lo sviluppo sociale ed economico dei territori.
Ad aprire l’incontro è stata Vania Statzu, direttrice scientifica di IARES, che ha illustrato i principali dati emersi dalla ricerca e ha offerto una lettura aggiornata dei fenomeni legati alle migrazioni universitarie e alla dispersione scolastica. A seguire Mauro Carta, presidente CREI ACLI Sardegna, ha inquadrato il tema introducendo il dibattito e richiamando il ruolo delle istituzioni e dei territori nell’affrontare queste dinamiche.

Il confronto è quindi entrato nel vivo, sotto la moderazione di Francesco Pitirra, con gli interventi di Gavino Mariotti, Rettore dell’Università degli Studi di Sassari, e di Francesco Mola, Rettore dell’Università degli Studi di Cagliari. Per la Regione Sardegna sono intervenuti invece Ilaria Portas, assessora regionale della Pubblica Istruzione, e Ignazio Boi, che ha portato il contributo dell’assessorato al Lavoro e Formazione professionale.
Ancora una volta, il Rettore Mola ha dato il suo contributo, partendo dalla situazione regionale e ampliando il punto di vista al contesto nazionale e internazionale:
Siamo di fronte a problemi complessi che non hanno soluzioni semplici ma richiedono molte azioni coordinate. Il calo demografico è un dato di fatto: si fanno meno figli e l’immigrazione non è sufficiente a compensare questo calo. Ci rivolgiamo a giovani che quotidianamente osservano cosa accade a Milano o Bologna, e per questo servono politiche capaci di convincerli a restare in Sardegna, senza negare il diritto all’esperienza e alla mobilità. L’Università lavora per migliorare e rafforzare l’offerta formativa, ma il tema è più ampio: conta l’organizzazione, l’esperienza di studio, il contesto socioeconomico. Oggi la comunità accademica è unica: ciò che fa la differenza è l’ecosistema che ruota intorno alle studentesse e agli studenti, e che è nostro compito creare e migliorare.
Nel loro insieme, i due appuntamenti hanno messo in evidenza come i temi dell’accoglienza e delle migrazioni studentesche siano parte di un’unica riflessione sul futuro delle comunità e dei territori: questioni che richiedono politiche integrate, una visione di lungo periodo e una forte alleanza tra università, istituzioni e società civile. In questo senso, l’Università di Cagliari si propone come spazio di connessione tra sapere, istituzioni e comunità, contribuendo a interpretare e accompagnare i cambiamenti che attraversano la società contemporanea.
