Lo scorso weekend, sul massiccio del Monte Rosa, si è tenuta la 7^ edizione di CFC – Climbing for Climate, iniziativa che nasce con l’obiettivo di creare consapevolezza sulla fragilità della montagna e le conseguenze dei cambiamenti climatici.
All’evento, promosso dalla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS) e organizzata dall’Università degli Studi di Brescia, ha visto la partecipazione di Sandro Demuro, docente di UniCa, delegato dal Rettore per questo importante appuntamento.
Il programma ha visto due giornate di escursioni, conferenze ed eventi. Sabato si è svolta una marcia alla scoperta dei territori e delle comunità; domenica, i delegati della RUS hanno visitato – salendo in funivia – il Ghiacciaio di Indren con l’ausilio del CAI, delle Guide Alpine del Monte Rosa e degli operatori del Comitato Glaciologico Italiano.
Hanno patrocinato a questa edizione del CFC il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS).
L’evento CFC 2025 ha avuto come temi lo stato dei ghiacciai sofferenti e la resilienza delle comunità alpine al tempo della crisi climatica, e si pone due obiettivi: far conoscere rapidità e drammaticità della fusione dei ghiacciai del Monte Rosa, attraverso la raccolta e la diffusione di dati e studi aggiornati; lanciare un’alleanza per “un’altra montagna”: non più solo destinazione perfetta per l’alpinismo e per lo sci, ma “montagna maestra” in grado di indirizzare la frequentazione delle alte quote favorendo consapevolezza, adattamento e sensibilizzazione al global warming.
Una strategia di cui le Università aderenti alla RUS si propongono da anni come parte attiva, in collaborazione con gli enti locali, le istituzioni e le associazioni, sostenendo una proposta di turismo alternativo e una fruizione sostenibile della montagna, contro un modello di sviluppo esclusivamente ski oriented.
La Valsesia, con Alagna e il massiccio del Monte Rosa, rappresenta un osservatorio privilegiato per comprendere gli effetti del cambiamento climatico e degli impatti che si avvertono fino in pianure. Manifestazioni come questa puntano a creare una maggiore consapevolezza in governanti e cittadini, per frenare, se non arrestare, un fenomeno in atto che difficilmente potrà essere invertito.





