Come saranno i campioni del futuro, che influenza avranno la genetica, la nutrizione, la preparazione fisica personalizzata, ma anche la gestione dell’aspetto psicologico ed emotivo.
È stato un approfondimento multidisciplinare, la seconda edizione del convegno “All Around Soccer: il calciatore del futuro: evoluzione del modello prestativo e implicazioni per i giovani di oggi”, promosso dall’AIAC (Associazione Italiana Allenatori Calcio) e organizzato dal corso di laurea in scienze motorie di UniCa.
Nell’Aula Magna Boscolo del campus di Monserrato, i contributi scientifici di docenti dell’Ateneo hanno incontrato l’esperienza e il punto di vista di professionisti del settore calcistico: allenatori, preparatori atletici, medici, nutrizionisti ed esperti di sport science. Ne è emersa un’analisi complessa e congiunta sull’evoluzione del modello prestativo nel calcio moderno e le sue implicazioni per la formazione dei giovani atleti.
Ad accogliere le studentesse, gli studenti, il prorettore alle attività sanitarie, Piergiorgio Calò, la prorettrice per il presidio di Monserrato, Paola Fadda, i docenti Filippo Tocco, Carla Calò e Giuseppe Allegra. I loro interventi, in apertura di lavori, hanno posto l’accento sull’importanza del dialogo tra tecnici e scienziati e sull’esigenza di un approccio multidisciplinare, che possa dare applicazione concreta all’attività di ricerca, utile a incidere sulle performance, ma anche a prevenire gli infortuni e più in generale migliorare lo stato di vita e di salute di chi pratica sport.
La prima sessione, condotta da docenti dell’Ateneo, ha approfondito tematiche di grande attualità che, integrate tra loro, contribuiscono all’identificazione e costruzione del talento. La docente Myosotis Massidda ha evidenziato quanto la genetica sia parte determinante nella performance atletica ma anche come un potenziale innato non possa esprimersi al meglio senza allenamento, nutrizione, recupero, metodologie di training e condizioni ambientali adeguate.
Peso fondamentale riveste l’aspetto psicologico, analizzato da Riccardo Pazzona in tre aspetti principali – integrazione, adattabilità e decision making – senza dimenticare che, prima del calciatore o della calciatrice, ci sia la persona con tutte le sue sfaccettature, complessità e unicità.
Nell’intervento di Giovanna Ghiani, il peso fondamentale che l’educazione alimentare e la nutrizione rivestono in tutte le fasi della preparazione, perché regolano il bilancio energetico e il ripristino, e l’osservazione che l’integrazione sia inutile senza una corretta alimentazione.
Un ulteriore elemento di costruzione del talento, la biomeccanica, è stata illustrata da Federico Arippa nel suo ruolo all’interno del monitoraggio dei progressi, dell’identificazione dei talenti e durante un percorso riabilitativo.






Più focalizzata sul tema della costruzione del talento giovanile, la seconda parte dei lavori moderata da Giuseppe Allegra e Lorenzo Cagli (coordinatore regionale del settore giovanile e scolastico Sgs della FICG), che ha offerto una prospettiva multidisciplinare atta a integrare scienze motorie, analisi dei dati, preparazione atletica e sviluppo cognitivo, tutti elementi chiave nel forgiare e mantenere un talento.
Marco Montini (preparatore atletico Club Italia) ha tracciato un profilo del giovane calciatore di oggi, mentre Filippo Motzo (area scouting Club Italia) ha illustrato il metodo TIPSS per il riconoscimento del talento. L’allenatore UEFA Michele Filippi ha approfondito l’evoluzione tattica del calcio e le sue implicazioni nella formazione, sottolineando la necessità di adattare i percorsi di allenamento. Il passaggio dal settore giovanile alla prima squadra e il ruolo dei dati sono stati al centro della relazione di Mauro Baldus (preparatore atletico della prima squadra del Cagliari).



