Si è svolta nel pomeriggio di ieri, nella cornice del Palazzo Bellavista a Monteponi, l’inaugurazione del Master di II livello in “Progettazione per la transizione sostenibile dei territori post-industriali”, promosso nella sede del Consorzio AUSI.
Il percorso formativo nasce con un obiettivo chiaro: formare figure altamente qualificate capaci di affrontare, in modo integrato, le sfide della rigenerazione ambientale e territoriale.
Al centro del programma c’è la necessità di ripensare i territori post-industriali, soprattutto quelli interessati in passato da attività minerarie e metallurgiche, oggi spesso caratterizzati dalla presenza di residui inquinanti. In questo contesto, il Master punta a formare professionisti in grado di analizzare, progettare e gestire interventi e investimenti orientati alla valorizzazione delle risorse, alla bonifica e alla rigenerazione sostenibile.
Tre sono gli ambiti principali attorno a cui si struttura il percorso. Il primo riguarda le materie prime e seconde, con un focus sulle tecniche e tecnologie legate all’estrazione, al trattamento e al recupero dei materiali, comprese le conoscenze geologico-minerarie e gli impianti mineralurgici. Il secondo ambito è quello del recupero ambientale, che comprende tecnologie di bonifica e decontaminazione, ma anche processi innovativi di riuso dei residui industriali, in un’ottica di economia circolare. Il terzo ambito, infine, è dedicato al progetto del territorio, con particolare attenzione alle politiche di rigenerazione paesaggistica e ambientale, ai servizi ecosistemici e alle soluzioni nature-based.
Il Master si rivolge a laureati e laureate magistrali in ingegneria, architettura, pianificazione e diverse discipline scientifiche, con l’intento di costruire un profilo professionale interdisciplinare capace di operare in contesti complessi e in trasformazione.
L’inaugurazione di ieri ha rappresentato non solo l’avvio ufficiale delle attività didattiche, ma anche un momento di confronto sulle prospettive di sviluppo sostenibile dei territori post-industriali, con particolare riferimento alla realtà sarda.

