Si è svolta ieri a Cagliari, negli spazi di Sa Manifattura, la terza conferenza internazionale dedicata al progetto strategico Sardegna Nuragica, durante la quale è stata presentata la mostra “Progetti Pilota per la fruibilità dei 32 siti iscritti alla Tentative List del World Heritage UNESCO”.
Il progetto, che fornisce una visione innovativa per la candidatura del patrimonio nuragico a entrare nella lista UNESCO, prende forma grazie al lavoro coordinato dal dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura dell’Università di Cagliari (DICAAR-UNICA), con il contributo di numerosi partner accademici e istituzionali. Il coordinamento scientifico è affidato ai docenti Carlo Atzeni, Marco Cadinu e Pierfrancesco Cherchi, che hanno guidato la definizione delle linee guida per i Progetti Pilota dedicati alle unità di accesso e alla valorizzazione dei 32 siti nuragici inseriti nella Tentative List .
Il progetto introduce un approccio sistemico, dal forte valore territoriale: ogni sito è concepito come un’entità autonoma, ma allo stesso tempo parte di una rete culturale e paesaggistica ampia e integrata. Il DICAAR, in coordinamento con il CRP RAS, ha sviluppato una nuova metodologia e una nuova filosofia progettuale basata sulla responsabilità ambientale e sulla consapevolezza del valore identitario dei luoghi.
La mostra mette in evidenza come i 32 siti nuragici iscritti nella Tentative List UNESCO si configuri come una vasta rete di presenze monumentali, immerse in un contesto territoriale di grande ampiezza e, nella maggior parte dei casi, giunto fino a noi in condizioni di straordinaria integrità. Per preservare e rafforzare questa qualità, i Progetti Pilota prevedono interventi mirati alla riduzione della pressione antropica in prossimità dei siti, alla tutela completa delle core zone e all’estensione delle buffer zone, ampliando gli spazi di accesso e di relazione con i paesaggi storici. L’obiettivo è costruire un solido quadro conoscitivo e ristabilire connessioni profonde tra i monumenti e la struttura storico-culturale dei territori che li ospitano. Ne deriva una strategia di tutela e valorizzazione capillare, capace di agire alla scala territoriale.
Finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna per la gestione della prima fase, il programma ha attivato una rete di competenze che coinvolge trasversalmente, e in una logica multidisciplinare, l’Università di Cagliari, con il DICAAR, lavorano al progetto il dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali, CRENOS e GLab. Tra i partner istituzionali: l’Università di Sassari (DADU, dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali), CRS4 e l’APS La Sardegna verso l’UNESCO. L’elaborazione complessiva sviluppata supera i 33 milioni di euro di progetti.
L’esposizione ha permesso di esplorare l’itinerario dei paesaggi culturali della Sardegna, mentre la conferenza ha rilanciato a livello internazionale la candidatura alla World Heritage List. Alla conferenza, per l’Università di Cagliari, hanno partecipato Gianni Fenu, prorettore vicario e Aldo Urru direttore generale.
Nel parterre che si è alternato nel corso della giornata, hanno inoltre preso parte Alessandra Todde, Presidente della Regione Sardegna e i docenti del DICARR, Carlo Atzeni, Marco Cadinu e Pier Francesco Cherchi e il direttore del DICAAR Ivan Blečić.







Ai nostri microfoni: Carlo Atzeni, Pier Francesco Cherchi e Marco Cadinu e il direttore del DICAAR Ivan Blečić.
