Si è svolta nell’Aula Maria Lai della Facoltà di Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche dell’Università di Cagliari la presentazione del 33° Rapporto CRENoS sull’Economia della Sardegna, realizzato dal Centro di Ricerche Economiche Nord Sud con il sostegno della Fondazione di Sardegna.
L’edizione 2026 del Rapporto dedica particolare attenzione al tema delle migrazioni e del capitale umano, in un quadro segnato dalle dinamiche demografiche e dalla necessità di rafforzare l’attrattività dell’Isola. L’analisi prende inoltre in esame alcuni fattori centrali per le prospettive di sviluppo regionale: il funzionamento del sistema sanitario, l’accessibilità abitativa, il ruolo del turismo, l’andamento del mercato del lavoro, le difficoltà delle esportazioni e i primi effetti dell’intelligenza artificiale sul tessuto produttivo.
I lavori sono stati introdotti da Anna Maria Pinna, direttrice del CRENoS. Sono intervenuti per i saluti istituzionali Gianni Fenu, prorettore vicario dell’Università di Cagliari, e Giacomo Spissu, presidente della Fondazione di Sardegna. La presentazione del Rapporto è stata affidata a Marco Nieddu, referente scientifico dello studio.
Questo lavoro è ormai diventato un appuntamento fisso — ha sottolineato Gianni Fenu — ed è uno dei risultati della missione di ricerca dell’Università. Una ricerca che può contribuire anche alla didattica e, soprattutto, alla terza missione, cioè alla capacità dell’Ateneo di intervenire e agire sul territorio.
Il prorettore vicario ha richiamato in particolare due criticità strutturali della Sardegna: l’inverno demografico e la bassa percentuale di laureati.
Studiare questi fenomeni serve a tutti e prima di tutto a noi, per attuare strategie in grado di incidere in maniera efficace.

Sul ruolo del Rapporto come strumento di lettura del contesto regionale si è soffermato anche Giacomo Spissu, presidente della Fondazione di Sardegna.
Questo lavoro è ormai una tradizione e restituisce una fotografia dell’attuale situazione economica e sociale della Sardegna – ha dichiarato il presidente della Fondazione di Sardegna – Alcuni segnali di crescita non devono ridurre l’attenzione sulle fragilità del sistema produttivo e sociale dell’Isola, segnato dalla prevalenza di imprese di piccolissime dimensioni e dai problemi economici collegati alla denatalità.
Anna Maria Pinna ha richiamato la scelta di arricchire il Rapporto con sezioni orientate non solo alla descrizione dei dati, ma anche all’individuazione di possibili linee di intervento.
Abbiamo deciso di inserire nuove sezioni per dare indicazioni anche sul cosa dovremmo fare, non solo per descrivere dati e criticità – ha spiegato la direttrice del CRENoS. – L’analisi regionale va collocata poi in un contesto più ampio, segnato da incertezza economica, instabilità dei mercati e tensioni internazionali. Siamo un’isola, una piccola regione, ma non siamo isolati: quello che avviene in altre zone del mondo ci riguarda e dobbiamo farci i conti.
Nel presentare lo studio, Marco Nieddu ha ricordato la funzione del Rapporto:
L’obiettivo è raccogliere, armonizzare e leggere i dati, ma anche creare e fornire nuove evidenze per ispirare e guidare politiche di cambiamento. Il lavoro del CRENoS si conferma così come uno strumento di analisi a disposizione del dibattito pubblico, delle istituzioni e degli attori economici e sociali del territorio.

All’incontro sono intervenuti anche Maria Giovanna Carta di Mannos, Alberto Cellino del Pastificio F.lli Cellino e Delfina Spiga, dell’Assessorato del Lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale della Regione Autonoma della Sardegna.
Il Rapporto conferma il ruolo del turismo nella traiettoria di espansione dell’economia sarda, ma mette in evidenza anche elementi di criticità che richiedono attenzione: il rallentamento del mercato del lavoro, le difficoltà delle esportazioni, le trasformazioni indotte dall’intelligenza artificiale, il rapporto tra dinamiche demografiche e capitale umano, l’accesso ai servizi sanitari e le condizioni abitative.
