Uno spazio multifunzionale che coniuga la ricerca, lo studio e le attività seminariali, all’interno di un luogo, la nuova Sala Gramsci, che raccoglie materiali bibliografici di grande valore, in molti casi rari, dedicati a uno degli intellettuali più studiati e tradotti al mondo: Antonio Gramsci.
Considerato, insieme a Dante e Machiavelli, tra gli autori italiani più studiati e tradotti nel mondo, Gramsci è oggi un punto di riferimento tanto per l’analisi delle società occidentali avanzate quanto per gli studi postcoloniali e per i movimenti di emancipazione nei Paesi che hanno vissuto esperienze di dominio coloniale.
Con l’obiettivo di mantenere vivo il ricordo dello scrittore nativo di Ales, è stato inaugurato questa mattina il Fondo Bibliografico Internazionale “Antonio Gramsci” dell’Università di Cagliari, ospitato nella Biblioteca di Economia in viale Sant’Ignazio da Laconi.
Il Fondo nasce nell’ambito della riorganizzazione del GramsciLab – Laboratorio di studi internazionali gramsciani che raccoglie la produzione scientifica internazionale dedicata al grande scrittore sardo. Un primo nucleo di opere destinato a crescere, con l’obiettivo di fare di Cagliari un centro di riferimento internazionale per gli studiosi dello scrittore.
Nel suo intervento di apertura, il direttore del GramsciLab, Giovanni Fresu, ha ricordato come negli ultimi decenni – e in particolare nell’ultimo – gli studi gramsciani abbiano conosciuto uno sviluppo globale, articolandosi in molteplici direzioni disciplinari.
Gramsci è per natura un autore multidisciplinare – ha sottolineato – e ha trovato traduzioni e applicazioni teoriche in realtà geografiche molto diverse da quelle di cui si è direttamente occupato.
Fresu ha inoltre richiamato la centralità della Sardegna nella formazione del pensiero gramsciano.
Se è vero che Gramsci si è occupato direttamente in misura limitata del cosiddetto “Sud del mondo”, è altrettanto vero che l’analisi della questione sarda rappresenta, nelle sue riflessioni, una sorta di laboratorio della questione meridionale. Gli strumenti aStrumenti concettuali nati dallo studio della realtà isolana sono stati poi tradotti e utilizzati in contesti internazionali, dal mondo arabo all’America Latina, dall’Asia all’Africa. È importante superare l’idea che Gramsci diventi un grande intellettuale solo nel momento in cui lascia la Sardegna – ha osservato –. La sua formazione sarda non è un elemento aneddotico, ma decisivo per comprendere la sua elaborazione teorica.
Il Fondo rappresenta un ulteriore passo nel percorso di rilancio del GramsciLab, che nel 2025 ha avviato una riorganizzazione funzionale. Dopo il primo ciclo di seminari introduttivi al pensiero di Gramsci, che ha registrato una significativa partecipazione di studenti e appassionati, il laboratorio è ora impegnato nell’ampliamento della collezione e nella traduzione in italiano di importanti studi internazionali sull’autore.
Due gli appuntamenti già in cantiere: a settembre, in occasione del centenario del saggio sulla questione meridionale, l’Università di Cagliari ospiterà un convegno internazionale organizzato insieme alla Sorbona, all’Università della Calabria, all’Università di Bari e alla International Gramsci Society. Nel 2027 il GramsciLab e il Fondo si candidano a ospitare il Convegno internazionale per celebrare il novantesimo anniversario della morte di Gramsci.
Alla cerimonia di inaugurazione ha partecipato il Rettore Francesco Mola.
Di seguito una gallery della giornata











