Dialoghi di lettura, incontro con l’autore cagliaritano Alessandro Cappato

All’Orto Botanico il primo appuntamento dell’iniziativa di biblioterapia inserita nel progetto Pro-ben MoEBIUS 2

22 Aprile 2026
4 minuti di lettura

Il potere della lettura, che libera le emozioni, riconnette con se stessi, riduce la dipendenza dai dispositivi digitali. E la forza della scrittura, capace di dar voce al silenzio e ai pensieri, di trasferire nelle storie narrate e nei personaggi un riverbero della propria anima.  

Su questi temi, nella suggestiva cornice dell’Orto Botanico, si è articolato ieri l’evento “Oltre ogni limite: un messaggio di determinazione e resilienza”, primo appuntamento dell’iniziativa Dialoghi di lettura, tra le novità della seconda edizione del progetto Pro-ben MoEBIUS 2, che promuove il benessere psicofisico di studentesse e studenti.

Protagonista dell’incontro, l’autore cagliaritano Alessandro Cappato, che nei suoi romanzi “Indice sinistro” e “Capsula 207” dà voce all’esperienza personale di fragilità e resistenza, trasformata in una testimonianza di energia, consapevolezza e condivisione.

Una narrazione, la sua, che ha toccato nel profondo i presenti e che – come sottolineato dal moderatore Antonio Patta, social media manager di Ateneo – incarna appieno lo spirito di Pro-ben MoEBIUS, per l’importanza data all’ascolto e al sostegno emotivo, per il valore dato alla cultura come strumento di salute, ancora per la rete di supporto, sostegno fondamentale per creare un ambiente realmente inclusivo e sereno.

Iniziamo a riprenderci la libertà dei contatti personali e a guardarci negli occhi – ha detto, invitando studentesse e studenti a spegnere i propri smartphone durante l’incontro – gli strumenti digitali sono utili, finché non ci allontanano dagli altri e dalla nostra essenza più profonda”. Nei suoi scambi con il pubblico, anche una riflessione sul suo incontro con la scrittura, al suo farsi strumento di benessere. “Non so bene quando sia accaduto e quale sia stata la scintilla, ma la scrittura mi ha chiamato e a un certo punto è venuta a prendermi. Quando scrivi parli di te, ma chi legge trova se stesso e la propria anima”.

Un viaggio interiore che, dopo i primi due volumi pubblicati, proseguirà con “Diario di un guerriero immobile”, il prequel che racconterà in forma autobiografica la vicenda di un uomo che ha attraversato l’inferno ma è rimasto vivo e presente a se stesso, e arde di vita e di libertà.

Il punto di vista dell’editore è emerso con Paolo Montaldo, direttore editoriale della casa editrice La Zattera, che ha illustrato il passaggio dalla valutazione dell’idea e del manoscritto alla pubblicazione, attraverso un lavoro certosino che permette a un testo di carbonio di diventare diamante. E a un autore di diventare immortale grazie alle proprie opere.

Nell’intervento di Cristina Cabras, direttrice scientifica di Pro-ben MoEBIUS, la valenza dell’iniziativa Dialoghi di lettura all’interno del progetto.

Gli incontri vogliono incentivare la lettura come strumento di riflessione, per capire come autori e autrici di testi narrativi possano immaginare la propria opera per offrire a lettori e lettrici sensazioni di benessere. L’autore che apre la rassegna, Alessandro Cappato, ha fatto della sua esperienza di vita uno strumento per promuovere il benessere e donarlo alle altre persone attraverso la lettura. Ascoltarlo e dialogare all’interno dell’Orto botanico ha il valore aggiunto di promuovere il benessere negli spazi naturali, riappropriarsi dell’aria, del verde e dei suoni che provengono dalla natura. L’iniziativa, ha precisato, s’inserisce nel più ampio progetto di biblioterapia, che punta a favorire la disconnessione da video e modalità digitali, oggi impiegati in larga misura per lo studio universitario, e a godere del momento della lettura come forma di apprendimento da affiancare allo studio.

A fare eco a questa riflessione, l’esperienza di una docente dell’Ateneo, Manola Bacchis, che ha introdotto nelle aule universitarie l’esperienza di lettura di testi narrativi accanto ai manuali di studio, un’esperienza che ha dato frutto nell’apprendimento e arricchimento personale e collettivo di studentesse e studenti.

In chiusura, l’augurio alle studentesse e agli studenti di ascoltare più il cuore della mente, di credere nel proprio futuro e inventarlo una parola e un passo alla volta.

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